Antonio D’Avino: «Emergenza Santobono, serve una guardia medica pediatrica»

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«Il Santobono è sommerso di famiglie in cerca di una risposta per i propri figli. Come sempre, il messaggio che si fa passare è che non ci sia la capacità da parte dei pediatri di famiglia di intercettare i codici bianchi, vale a dire quei pazienti che non dovrebbero affollare il Santobono». Antonio D’Avino, segretario provinciale della Fimp, commenta così l’ennesima emergenza annunciata dell’Azienda ospedaliera pediatrica di Napoli. 
 
«Non ho alcun dubbio – prosegue D’Avino – che il numero di accessi sia altissimo, ma mi domando cosa si aspetti per intervenire a monte del problema. Qualcuno si è chiesto di chi è la responsabilità? Forse sarebbe il caso che i vertici del Santobono si attivassero per indurre la Regione alla creazione di un tavolo tecnico che metta assieme tutte le parti. Non si può andare avanti senza far nulla, o risolvendo solo parzialmente con soluzioni come l’ambulatorio dei codici bianchi, poi peraltro naufragato. Quello che serve è l’istituzione di una guardia medica pediatrica sul territorio, non certo in ospedale. I genitori devono poter avere, nei giorni festivi e prefestivi, durante il giorno, la possibilità di avvalersi di un pediatra al quale fare riferimento. Servono naturalmente strutture che siano dislocate sul territorio, sedi di riferimento ben note alla popolazione».

Secondo il segretario provinciale della Fimp, una tale organizzazione, oltre ad avere un costo sostenibile, potrebbe addirittura creare occupazione per i giovani specialisti in attesa di lavoro, che potrebbero affiancare i pediatri di famiglia i quali aderirebbero in forma volontaria. E certamente servirebbe ad evitare di parlare ogni anno di “emergenze annunciate”.
Domenica 10 Gennaio 2016, 12:36 - Ultimo aggiornamento: 10-01-2016 12:36



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