Migranti, Gentiloni: con codice Ong vince Stato, perdono scafisti

Paolo Gentiloni (Ansa)
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«I flussi si stanno gradualmente riducendo, vince lo Stato e perdono gli scafisti». Il giorno dopo Paolo Gentiloni spiega così perché abbia deciso lunedì, di fronte al deflagrare dello scontro nel governo, di blindare il lavoro di Marco Minniti con il codice ong. Avanti sulla linea tenuta ferma dal Viminale. È questa la linea del premier e del governo. Ma tra i suoi ministri (e nella maggioranza) resta una diversità di vedute che è lontana dal colmarsi. Perché Graziano Delrio, cui compete la Guardia costiera, tiene un punto: «Se c'è una nave di ong vicina a gente da soccorrere, non posso escluderla», anche «se non ha firmato il codice».

Una linea cui plaude il mondo cattolico ma che non è quella del Viminale. In mattinata prima Angelino Alfano, poi Gentiloni vedono l'inviato Onu in Libia Ghassan Salamè, al quale sollecitano una «spinta decisiva» delle Nazioni Unite alla stabilità nel Paese, vera precondizione per una gestione «più efficace» dei flussi migratori. Salamè plaude alla missione navale italiana di supporto alla Guardia costiera libica, così come dall'Ue il presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani definisce il codice delle ong «indispensabile».

L'Italia, aggiunge l'esponente di Fi, deve parlare «con una voce unica». La linea - assicurano dal governo - è una ed è quella indicata da Minniti. «Il codice dei migranti - afferma Gentiloni in un'intervista al Tg1 - è un pezzo fondamentale di una strategia d'insieme che sta producendo piano piano risultati, uno spiraglio». 
Martedì 8 Agosto 2017, 20:56
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