Acerra. Lavoratori ex Montefibre in protesta: bloccato asse mediano e ingressi ad autostrade

Martedì 13 Ottobre 2015 di Enrico Ferrigno
ACERRA. Fallisce il piano industriale per il rilancio delle aziende ex Montefibre, si scatena la protesta degli operai a rischio licenziamento. Da circa 24 ore hanno bloccato gli ingressi del polo chimico tessile parzialmente dismesso e da qualche ora gli accessi all'asse di supporto.



Le tute blu di cui una parte già in mobilità dallo scorso dicembre e la restante in cassa integrazione da 11 anni chiedono di essere convocati in prefettura a Napoli per un summit con i curatori fallimentari dei rami d'azienda in cui negli anni scorsi era stato smembrato l'ex colosso chimico acerrano. "Siamo stanchi di essere presi in giro. Ci sono stati ingenti investimenti di danaro pubblico per la ripresa produttiva, ma nonostante ciò le aziende sono fallite e nessuno ci vuole garantire nulla sul nostro futuro", spiegano sindacalisti ed operai assiepati tra gli ingressi della fabbrica e l'asse di supporto. A dicembre è fallita Ngp, uno dei tre rami d'azienda dell'ex Montefibre, e per gli oltre 80 dipendenti sono già partite le lettere di licenziamento.



Stessa sorte è toccata anche a Simpe, l'altra società di cui Ngp è azionista con altre 73 tute blu e una cinquantina di dipendenti della Serint, la ditta che si occupa delle pulizie e della movimentazione merci all'interno degli stabilimenti dell'ex colosso chimico acerrano a rischio licenziamento. Sempre a dicembre sono invece finiti in mobilità 103 operai della Fidion, un'altro dei rami d'azienda in cui fu suddiviso il polo chimico-tessile ex Enichem.

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