Mamma con la sclerosi multipla: «Quando non capirò più, lasciatemi morire»

Martedì 27 Luglio 2021 di Patrizio Iavarone
il convegno a Sulmona. Mamma con la sclerosi multipla: «Quando non capirò più, lasciatemi morire»

«Lotterò fino a che potrò, ma nel giorno in cui perderò la lucidità non voglio stare un’ora senza essere lucida. Voglio anche morire da martire, ma se sto a letto come un vegetale, qual è la dignità? Ho deciso “no all’alimentazione forzata ed all’idratazione”. Ma se in Italia non verrà approvata in tempi celeri una legge, dovrò fare la scelta di farmi portare fuori per scegliere la mia fine». Le parole di Sabrina P., 43 anni dell’Aquila, arrivano come un pugno nello stomaco in chiusura del convegno su “Fine vita” organizzato a Sulmona, in provincia dell'Aquila, dai 5 Stelle e che ha visto sabato a confronto politica, Chiesa, magistratura e referendari.


Gelano in un attimo l’inno alla vita a tutti i costi che da don Egidio Berardi che in rappresentanza della Chiesa aveva appena finito di declamare, raccontando una storia di dolore e malattia, di consapevolezza e scelta etica. Perché Sabrina è una giovane mamma a cui poco più di un mese fa è cambiata la vita, quando cioè i medici le hanno diagnosticato la sclerosi multipla. «La malattia purtroppo corre veloce – ha detto – e già mi è accaduto di non riconoscere mio figlio di due anni e mezzo. Io non voglio arrivare a perdere la coscienza di mamma e di persona, preferisco scegliere come morire e quando, per questo faccio un appello alla politica perché si sbrighi a legiferare, a permettere a chiunque anche in Italia di essere padrone del proprio destino. Non è importante la mia malattia, ma la legge che deve intervenire per patologie che non hanno cure. Siamo in un paese civile e questo dovrebbe essere un nostro diritto con l’aiuto della politica: nessuno deve decidere per me, è urgentissima una legge».

 

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