L'Aquila, lo stupratore ha l'epatite B: contagiata ragazzina di 13 anni

Lunedì 25 Ottobre 2021 di Marcello Ianni
L'Aquila, lo stupratore ha l'epatite B: contagiata ragazzina di 13 anni

Costretta quando era minorenne a subire violenze sessuali, sotto la minaccia di morte, dalle quali ha contratto l'epatite da virus Hbv con importanti ripercussioni sul fegato. L'inquietante vicenda giudiziaria avvenuta in città nell'aprile del 2015 ha come protagonista un operaio edile impegnato nella ricostruzione post terremoto, finito sotto processo con le accuse di violenza sessuale su un minore e lesioni personali gravi.

Secondo la ricostruzionei dalla Procura della Repubblica dell'Aquila, l'imputato avrebbe approfittato dell'assenza prolungata della mamma della vittima, all'epoca dei fatti 13enne, per compiere diverse violenze sessuali. La ragazzina, portata nell'abitazione dell'imputato, sarebbe stata costretta a subire le violenze con la minaccia di essere uccisa «qualora non avesse accondisceso alla sua volontà».

Altro aspetto è che lo stesso operaio, sebbene a conoscenza della propria malattia, ovvero di essere affetto da epatite B, non si sarebbe fatto alcuno scrupolo nel consumare i rapporti sessuali «senza alcuna precauzione» si legge nel capo di imputazione «con la minore, alla quale avrebbe taciuto le proprie condizioni di salute» e pertanto delle conseguenze che ne sarebbero potute derivare nei riguardi della stessa parte offesa.

Nel corso dell'ultima udienza dibattimentale, è stata sentita la stessa parte offesa che in lacrime ha raccontato nei dettagli non solo degli abusi subiti dall'imputato, ma anche della difficoltà ad essere creduta da sua madre quando a fatica era riuscita a trovare le forze nel raccontare quanto da tempo era costretta a subire. A spingere la ragazza a presentare una denuncia alle forze dell'ordine, una sua amica e alcuni parenti. Prossima udienza a dicembre con l'audizione dello stesso imputato.
 

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