Avellino, i Lupi vanno a farsi benedire
al santuario di Montevergine

Giovedì 12 Dicembre 2019 di Marco Ingino
E' arrivato il momento di farsi benedire per tante e valide ragioni: l'arrivo di una nuova società, l'infortunio a Charpentier, ma soprattutto il desiderio di scrollarsi di dosso quella che da qualche anno sembra una maledizione senza fine. Desideri terreni che accompagneranno questa mattina i calciatori, i tecnici e i dirigenti dell'Avellino lungo il percorso divino che porta al Santuario di Montevergine dove, come ogni anno più o meno di questi tempi approfittando dell'atmosfera natalizia, la squadra rinnoverà il suo tradizionale pellegrinaggio da Mamma Schiavona. Ad accogliere la comitiva biancoverde ci sarà l'abate Riccardo Luca Guariglia ormai padrone della parte e pronto al tradizionale brindisi con l'Anthemis, liquore prodotto dai monaci dell'Abbazia del Loreto. Come da tradizione, a guidare e presentare la delegazione all'abate sarà il sindaco di Mercogliano, Vittorio D'Alessio. Il giovane primo cittadino ha fortemente sponsorizzato il ritorno dei lupi da Mamma Schiavona nel corso di un fugace incontro con il neo dg Aniello Martone e l'amministratore Filippo Polcino avvenuto lunedì sera. I due neo dirigenti, in meno di tre giorni, hanno organizzato la spedizione che inizierà alle 9.15 davanti alla funicolare di Mercogliano, mezzo scelto per scalare la montagna e godersi il panorama.

Con il solo Gabriel Charpentier rimasto a casa immobilizzato ad aspettare l'esito definitivo della sua diagnosi, il resto della squadra ha ieri lavorato sodo agli ordini di un Eziolino Capuano estremamente attento a non far calare la concentrazione nel gruppo. Temendo l'euforia, l'allenatore di Pescopagano ha strigliato spesso i suoi ragazzi nel corso di una serie di mini partitelle che ha fatto disputare a metà campo. Da segnalare il ritorno in gruppo di Morero, che ha giocato spesso in linea con Laezza e Illanes, mentre sul fronte opposto il trio difensivo di riserva è stato composto da Njie, Zullo e il giovane Acanfora che l'allenatore ha voluto aggregare ancora alla prima squadra dove in rosa manca un difensore centrale di piede sinistro come il giovane under della scuderia di Dario Rocco. Nel reparto offensivo, invece, tra gli esperimenti tattici intravisti in attacco c'è stato quello della strana coppia Alfageme- Albadoro schierata a completare il tridente offensivo con l'inamovibile Micovschi. Messo fuori causa dall'infortunio Charpenter e con Karic che sta avendo una sorta di crisi di rigetto da esterno del 3-4-3, pertanto, non è da escludere che a Monopoli i due possano addirittura ritrovarsi titolari dopo i siglati domenica scorsa contro la Sicula Leonzio.

Questo pomeriggio, come segnalato ieri dal sito Tuttopotenza.com, l'amichevole di metà settimana contro il Pescopagano, paese d'origine di Eziolino Capuano, sarà motivo di scontro familiare. Nella compagine allenata da mister Pinto, infatti, milita Giuseppe Capuano, 16enne figlio del tecnico biancoverde che in paese è da tutti soprannominato come Peppone. Con l'onestà che lo contraddistingue, il bomber della famiglia Capuano ha candidamente ammesso che farà di tutto per realizzare un gol contro il papà: «Sarà emozionante giocare al Partenio-Lombardi con mio padre contro - ha detto- ma gli ho già preannunciato che cercheremo di reggere quanto più possibile. Per quanto mi riguarda vi dico che sono un attaccante centrale e che il mio idolo calcistico è Ronaldo, quello dell'Inter. Era il vero fenomeno ed io mi ispiro solo a lui. Il mio ruolo è quello di punta centrale ma mi sacrifico per la squadra puntando sempre a fare goal. Chiaramente proverò a farne uno a papà». Siparietto da non perdere per quanti vorranno prendere posto in tribuna Terminio a partire dalle 15: «Ci sarà tanta gente del mio paese - ha concluso Giuseppe - perché per noi sarà un giorno di festa». © RIPRODUZIONE RISERVATA