Avellino, le bollette Tari arrivano scadute:
utenti costretti a pagare la mora

Mercoledì 10 Febbraio 2021 di Flavio Coppola
Avellino, le bollette Tari arrivano scadute: utenti costretti a pagare la mora

Le cassette postali degli avellinesi si riempiono delle bollette Tari, ma la scadenza per il pagamento è già passata. E allo sportello postale la mora scatta automatica. Insorgono i contribuenti di Avellino. A raccogliere le rimostranze dei cittadini, che ancora in questi giorni stanno ricevendo l'invio della tassa rifiuti per l'anno 2020, è la Federconsumatori Cgil, che mette nel mirino il Comune e il gestore privato a cui si è affidato per le tasse, «Assoservizi».

«In tanti racconta il segretario provinciale, Fiorentino Lieto ci stanno segnalando la ricezione delle bollette, con scadenza 31 gennaio, solo in questi giorni. Ed è una situazione che sa tanto di abuso ragionieristico nei confronti degli utenti. C'è una società di riscossione - ricorda - che ha il compito di inviare i bollettini al domicilio degli utenti e riscuotere. Ma deve inviarli in anticipo rispetto alle scadenze, così come gli utenti hanno l'obbligo di pagarli prima che scadano. Invece - lamenta - «Assoservizi» fa pervenire i bollettini a data abbondantemente scaduta. E all'ufficio postale, per ogni bolletta scaduta, si pagano alcuni euro di mora». sottolinea Nelle scorse settimane, il presidente di «Assoservizi», Attilio Ortenzi, aveva fatto sapere che non ci sarebbero state more o sanzioni per i ritardati pagamenti. Ma nei fatti non è così: «Se si considera che la stessa società ha fatto sapere che si tratta in tutto di 25.000 utenze - prosegue Lieto - si può comprendere come gli importi in questione siano pesanti. A questo punto mi chiedo, chi ci guadagna?».

Di certo, molti contribuenti sono inferociti. «Al di là del danno economico, c'è un problema evidente di comportamento. - incalza il referente di Federconsumatori - Questi ritardi non possono essere scaricati su chi paga, soprattutto perché viviamo un momento delicatissimo dal punto di vista economico e sociale». Tra l'altro, legittimamente, «Assoservizi» ha inviato contemporaneamente pure la cartelle per il tributo Tari evaso tra il 2016 e il 2019. Mentre in molti altri casi, cittadini che non avevano ricevuto la precedenti rate dell'annualità 2020, si sono visti recapitare l'intero importo proprio nei giorni scorsi. Anche qui, ovviamente, con scadenza 31 gennaio. Per il rappresentante dei consumatori, si tratta di un metodo sbagliato nel momento meno opportuno: «C'è gente che davvero a fine mese deve scegliere se pagare una bolletta o l'altra. E se il problema era evitare la prescrizione degli importi più datati - dice riferendosi all'evasione - allora si poteva inviare al cittadino solo quello in scadenza. Tra l'altro continua questi importi sono stati inviati anche se il Governo ha prorogato i termini per la riscossione coattiva».

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Di qui l'affondo esplicito: «Se mi arriva tutto insieme, significa che mi stai tartassando». Ancora proteste e un nuovo cado, dunque, nel delicato settore dei tributi comunali. Arriva dopo la doccia gelata dell'aumento dei canoni di locazione che proprio «Assoservizi» ha notificato a partire dall'inizio dell'anno agli inquilini degli alloggi pubblici della città. Importi triplicati e alcune volte quadruplicati per i bollettini da luglio a dicembre 2021, a causa del regolamento regionale dell'Acer. Ma «Assoservizi» ha inviato tutti i bollettini dell'anno, anche se gli utenti potranno ottenere fino a giugno la rimodulazione degli importi, dimostrando di avere un reddito inferiore con l'Isee. Sempre in tema di tassa dei rifiuti, infine, non è ancora chiaro il quadro rispetto all'imposta per le attività commerciali. Secondo quanto riferito la scorsa settimana dall'assessore alle Finanze, Vincenzo Cuzzola, l'ente sta procedendo alla quantificazione degli sgravi per le imprese chiuse nel lockdown di marzo e aprile. Il Consiglio comunale, lo scorso 28 dicembre, aveva approvato la presa d'atto del piano economico e finanziario di «IrpiniAmbiente», con la delibera che stanziava 500.000 euro di fondi comunali per istituire uno sgravio a chi era stato colpito economicamente dalla pandemia. Anche qui, lo sgravio doveva materializzarsi nella rata finale posticipata al 31 gennaio 2020. Ma siamo già alla metà di febbraio. Per di più, nel 2020, la società dei rifiuti ha conteggiato più di 500.000 euro di costi in più rispetto all'anno precedente, e anche questi salvo provvedimenti diversi del Comune ricadranno su tutti i contribuenti.
 

Ultimo aggiornamento: 19:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA