Avellino, via libera alle trivelle
su Campo Genova: sondaggi ad ottobre

Lunedì 20 Settembre 2021 di Flavio Coppola
Avellino, via libera alle trivelle su Campo Genova: sondaggi ad ottobre

Parte il piano di caratterizzazione nell'area del mercato di Avellino. Dai primi di ottobre in poi, Campo Genova sarà oggetto delle trivellazioni e dei sondaggi ordinati dall'Arpac ormai un anno fa, in considerazione del fatto che l'area risulta «potenzialmente contaminata».
Quattro mesi dopo l'ok della Regione al piano presentato dal Comune, e modificato sulla base delle prescrizioni di Arpac e degli enti presenti nella Conferenza dei servizi, Piazza del Popolo ha comunicato di essere pronta a fare la sua parte. I ritardi accumulati sono già notevolissimi. La Regione aveva definito «urgenti» le verifiche sulle acque e suoi soli dell'area mercatale di Avellino, chiedendo anche analisi sui materiali di risulta probabilmente rifiuti derivanti da demolizioni e ricostruzioni ritrovati sotto l'asfalto. Tutto si sarebbe dovuto chiudere entro 180 giorni. Invece, 120 giorni dopo, non è stato fatto nulla. Se non altro, ora si è pronti a partire. Il dirigente del settore Ambiente, Gaetano D'Agostino, ha scritto ad Asl, Arpac, Provincia e Regione.

In pratica, approvato il Bilancio, il Comune «ha superato le difficoltà connesse al reperimento dei fondi necessari per l'attuazione del piano di caratterizzazione». La convenzione con l'Arpac, atto preliminare indispensabile per partire, non è stata ancora siglata, ma - scrive il dirigente - «nelle more della compiuta definizione, per l'intercalibrazione delle metodiche di analisi da utilizzare», ecco il programma già concordato «negli incontri preliminari». «L'avvio delle attività in contraddittorio dei prelievi nella matrice suolo e nei piezometri è prevista nella prima decade del prossimo mese di ottobre». Ma da subito, secondo quanto riferisce il dirigente, si partirà con ulteriori operazioni, altrettanto necessarie per comprendere se Campo Genova necessiti o meno di una bonifica. Infatti, «si è convenuto che il Comune di Avellino possa procedere a dare avvio all'effettuazione dei test di cessione, al fine di stabilire se il piano di calpestio del piazzale di Campo Genova sia da considerarsi o meno materiale di riporto incluso nell'orizzonte stratigrafico». Si partirà dunque dall'analisi dei materiali - che inizialmente l'Arpac classificò come «rifiuti speciali non pericolosi» - piazzati verosimilmente nei decenni scorsi al di sotto dell'asfalto. Un piano di riempimento sospetto che nella malaugurata ipotesi in cui dovesse emergere la necessità di rimuoverlo metterebbe in guai seri, a partire dal versante economico, l'amministrazione Festa.

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Si entra dunque nel vivo di una partita che ha tenuto in ostaggio il mercato cittadino per un anno e mezzo. A marzo scorso, prima che il Tar si pronunciasse e ignorando pure il fatto che l'Asl avesse certificato l'inesistenza di un nulla osta sanitario per l'avvio del mercato, il sindaco Festa ruppe gli indugi. Trovata l'intesa con i commercianti, che pure avevano impugnato davanti al giudice le condizioni ambientali di Campo Genova, decise di partire con le vendite bisettimanali. Ma il sindaco, che ha ingaggiato la stessa società di Ferrara che si è occupata della bonifica dell'ex Isochimica, ha sempre ostentato sicurezza rispetto alla salubrità del luogo. Al di là dell'ottimismo, però, due sono gli scenari possibili. Se i test di cessione sui materiali sottostanti daranno esito negativo rispetto all'inquinamento, e lo stesso accadrà per i prelievi sulle acque di falda e il sotto suolo, l'allarme rientrerà definitivamente. Se i parametri si paleseranno ancora una volta superiori alle soglie di guardia, e nell'indagine dei mesi scorsi erano emersi valori eccedenti di berillio, manganese, ferro e idrocarburi pesanti, si dovrebbe procedere con la bonifica. E sarebbe la fine per il mercato a Campo Genova e per la suggestione della «Smile Arena».
I risultati delle analisi, chiaramente, andranno discussi in contraddittorio. Quanto al primo step, il test di cessione sui presunti rifiuti del sottosuolo, il dirigente D'Agostino precisa: «Le risultanze dei dette attività saranno consegnate all'Arpac al fine della conferma o dell'aggiornamento del Modello Concettuale; inoltre, all'esito dei test di cessione si valuterà anche la necessità o meno di eseguite eventuali indagini indirette sull'area». Si comincia e non sembra proprio una passeggiata.
 

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