Comune contro Avellino Calcio: ultimatum sullo stadio

di Flavio Coppola

Saldare il conto o rinunciare al «Partenio-Lombardi». Da Piazza del Popolo parte il nuovo ultimatum per l’Us Avellino di Walter Taccone. L’aut aut, l’ennesimo giunto dal Comune sinora senza risultati, è arrivato ieri, dopo la ricognizione avvenuta negli uffici di Palazzo di Città sull’affaire dello stadio. 
Per l’occasione, gli assessori al Patrimonio ed ai Lavori pubblici, Paola Valentino e Costantino Preziosi, hanno preso atto della ricognizione, svolta dai rispettivi settori, sulla quantificazione delle opere effettuate all’interno dell’impianto di via Zoccolari dall’Us Avellino, tra il 2015 e il 2017: rispettivamente, 240.000 euro per i Lavori Pubblici, e 53.000 per il Patrimonio. Altri 110.000, che riguardano la rizollatura del campo B, restano in sospeso. Le cifre, insomma, sono lontanissime da quel milione di euro che, l’anno scorso, era stato richiesto dalla società sportiva. «Rispetto a quell’importo – chiarisce l’assessore Preziosi - la parte che viene esclusa dal nostro conteggio, circa 700.000 euro, riguarda opere di competenza del sodalizio sportivo». 

Nel frattempo, è emerso con chiarezza che l’Us Avellino resta in profondo rosso anche sul versante del pagamento dei canoni di locazione dell’impianto. In attesa di riscuotere gli oltre 800.000 euro mai pagati dal 2009, infatti, a gennaio, l’ amministrazione comunale aveva acconsentito ad incassare gli importi relativi alla stagione 2017-2018 in rate da 9.000 euro al mese: 114.000 euro in tutto, fino a giugno prossimo. Il debito, considerata la rata già pagata dal Frosinone per il periodo in cui era stato ospitato al «Partenio», ammontava già due mesi fa a 57.000 euro. Ma l’Us Avellino ha versato una sola delle rate in questione. Persino quella di febbraio è stata saltata. 
Di qui, la netta presa di posizione dell’assessore al Patrimonio, Paola Valentino: «L’Us Avellino – evidenzia – ci deve ancora 900.000 euro. Se non pagherà, entro 15 giorni, avvieremo la risoluzione della convenzione, ed il Comune entrerà in possesso del campo. Ora Taccone deve pagare». La vicenda, insomma, sembra destinata ad inasprirsi. Una missiva con l’indicazione delle cifre degli importi e l’ultimatum a pagare è già stata inviata all’Us Avellino.
Soltanto un mese fa, in attesa di quel conteggio sulle lavorazioni effettuate nello stadio, le parti avevano replicato la clausola di congelamento esperita senza successo lo scorso aprile, per i lavori del 2013. All’epoca, secondo quanto era stato assicurato dall’assessore Costantino Preziosi, sarebbe durata solo un mese. Ma a gennaio era stata riproposta. In base all’accordo, le parti si erano impegnate nuovamente ad evitare reciproche azioni legali. Ora il congelamento viene meno. 

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Giovedì 1 Marzo 2018, 23:44
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