Coronavirus, De Luca chiude Ariano Irpino
ma il M5S accusa: «Gestione disastrosa»

Mercoledì 1 Aprile 2020 di Vincenzo Grasso
Ariano resta isolata per altre due settimane. Ieri sera, poche ore dopo la notizia dei 25 tamponi positivi per ospiti e addetti del centro Minerva, il governatore De Luca ha prorogato fino al 14 aprile l'ordinanza con cui, lo scorso 15 marzo, aveva messo in quarantena l'intero territorio del Tricolle.

Dunque restano le misure stringenti già in vigore: divieto di allontanamento dal territorio comunale; divieto di accesso nello stresso; sospensione delle attività degli uffici pubblici, fatta salva l'erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità. Un provvedimento inevitabile, alla luce di quanto laconicamente trasmesso alla Regione dall'Asl di Avellino, che nelle ultime ore ha relazionato sull'ulteriore aumento dei contagi in loco, fino all'emersione di un nuovo focolaio, quello della residenza per anziani, che va ad aggiungersi a quelli che si erano sviluppati a inizio marzo prima dopo una festa carnevalizia, poi per un susseguirsi di ingressi non protetti all'interno dell'ospedale Frangipane. Risultato, tutti isolati almeno fino a metà mese.

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Intanto, incredulità, sgomento, sensazione di impotenza, rabbia, sono le sensazioni esplicitate ad Ariano dopo le 25 positività all'interno del «Minerva». Con inevitabili polemiche: «Quello che sta avvenendo ad Ariano è molto grave dice il deputato dei Cinque Stelle, Generoso Maraia - , perché il nemico da combattere non è solo il Coronavirus ma il disastroso sistema sanitario di De Luca, De Mita e Morgante». Per Maraia «La Regione Campania ha completamento disatteso tutte le indicazioni ministeriali e dell'Istituto superiore di sanità in merito ai tamponi e alla sorveglianza attiva dei soggetti in quarantena».

E aggiunge: « La volontà è stata quella di nascondere le responsabilità per non dire l'unica cosa vera: i cittadini di Ariano sono una vittima dell'Ospedale e oggi della residenza dove c'è voluto il morto per portare alla luce quello che il Governatore vorrebbe nascondere».

«Questo secondo focolaio - aggiunge il deputato - si sarebbe potuto evitare se De Luca avesse rispettato le indicazioni Ministeriali che dal 27 Febbraio in modo da poter avere dalla Protezione Civile ciò di cui si ha bisogno grazie a una rappresentazione reale e meno macchiettistica del Sistema sanitario regionale. La priorità non è l'esercito, ma medici e infermieri». Ma perché è accaduto proprio al Minerva ? Per Carmine Grasso, chirurgo del Frangipane ed ex capogruppo del Pd al Comune, «le residenze per anziani rappresentano le strutture di ricovero più vulnerabili per una serie di fattori. Il primo ovviamente perché gli ospiti sono anziani e fisiologicamente lo sono; secondo perché spesso i pazienti si trovano in ambienti comuni dove più difficile applicare misure di distanziamento». «A seguito di reiterati appelli, lettere aperte di cittadini e del personale sanitario tutto- sostiene l'ex sindaco Enrico Franza- , di documenti politici e interrogazioni di consiglieri regionali e deputati della Repubblica, registriamo un ulteriore elemento di preoccupazione, che mi auguro non abbia risvolti ancor più drammatici di quanto già non siano. Siamo zona rossa da ben quindici giorni e ad oggi assistiamo sgomenti, ma vigili alla chiusura del centro Minerva. Occorre fare chiarezza, rendendo, tanto quanto per l'Ospedale, partecipi i cittadini delle iniziative e dell'evoluzione della vicenda, non limitandosi a un mero bollettino serale. Condividendo appieno l'appello dell'ex sindaco e magistrato Vittorio Melito, che richiama l'attenzione su eventuali negligenze».
 

«Un'altra ferita per Ariano Irpino - ribatte Mario Iuorio, ex consigliere comunale del M5s - la vicenda del Minerva, un centro di eccellenza, che deve sopportare questo nuovo e imprevisto fardello. Queste strutture dovrebbero essere monitorate con più attenzione, essendo destinate alla cura degli anziani e alla riabilitazione. Il problema è adesso quello di verificare con indagine epidemiologica i diffusori del virus per bloccarne le conseguenze».

«Mi chiedo cosa sia stato fatto - è l'interrogativo dell'ex sindaco Vittorio Melito - dal 15 marzo in poi per individuare i meccanismi di diffusione del virus che resero necessaria quella dichiarazione e se Regione ed Asl ritengano di aver adempiuto ai loro compiti».

Il riferimento è, ovviamente, anche ai centri di riabilitazione e Rsa della città. Sulla stessa scia l'ex sindaco Domenico Gambacorta. «Da due settimane - precisa- Ariano Irpino è in zona rossa. Ma qualche disposizione nei confronti delle residenze per anziani la Regione Campania avrebbe avuto il dovere di emanarla per garantire il massimo livello di sicurezza per tutti».

«Per scongiurare ulteriori vittime - è la tesi di Giuseppe Ciasullo, segretario del Pd- tra gli ospiti della struttura e l'insorgere di un nuovo focolaio epidemico è necessario che l'Asl, in collaborazione con l'Istituto Zooprofilattico, sciolga le riserve sulle condizioni di igiene e sicurezza interne alla Struttura, garantendo i requisiti standard per proseguire le attività. Gli ospiti positivi data l'età ed i quadri patologici pregressi vanno, a seconda della gravità, trasferiti presso strutture attrezzate con reparti Covid19, dotati di terapia intensiva e subintensiva. Occorre, inoltre, affiancare il personale rimasto in servizio con specialisti in materia epidemiologica, garantendo il coordinamento all'Asl». Ultimo aggiornamento: 10:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA