Video hot 16enne su WhatsApp:
interrogata la prima delle minorenni

Martedì 3 Settembre 2019 di Katiuscia Guarino

Immagine hot della sedicenne, ascoltata una delle ragazze sottoposte a indagini per spiegare la sua posizione. Una seconda coetanea dovrebbe essere interrogata nel fine settimana. Quattro in tutto quelle finite nel fascicolo della Procura della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni di Napoli. Tutte della stessa età e irpine. Frame comparsi su una chat di amiche e amici.

Il prossimo interrogatorio però potrebbe slittare, proprio su richiesta di uno dei legali per avere tempo utile per alcuni approfondimenti. Procede la Squadra Mobile della Questura di Avellino su delega proprio dei magistrati partenopei.
 
Nella linea difensiva si punta ad appurare se l'immagine contestata sia stata ripresa da altri o sia stata la stessa sedicenne a fare il selfie, assai di moda tra i giovanissimi. Se si fosse verificato quest'ultimo caso, potrebbe venire meno l'accusa di diffusione di materiale pornografico minorile. Al momento si contestano proprio la divulgazione di materiale pornografico minorile e la diffamazione. La riproduzione sullo smartphone non proporrebbe frame particolarmente spinti. Immagine (forse una Gif, che ripete per un paio di secondi la stessa foto o uno screenshot) non così scabrosa o spinta.

Non ci sono altre persone immortalate. Ma la diffusione è stata bloccata grazie alla denuncia presentata immediatamente dai genitori. La divulgazione, quindi, è stata ridotta solo a una cerchia ristretta di conoscenze.

Le investigazioni, comunque, non lasciano nulla al caso e puntano a verificare su quali numeri sia finito per scongiurare qualsiasi altro problema. Anche se un lavoro in tal senso è stato già compiuto nelle passate settimane, quando sono stati ascoltati altri giovanissimi. Si procederà con la massima attenzione. La vicenda risale al periodo scolastico, al mese di maggio. Dalla denuncia presentata dai genitori sono scattate subito le indagini della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli. Gli investigatori stanno operando nel massimo riserbo, in considerazione dell'età dei ragazzi coinvolti. Sono tutti minorenni.

Si pensa a un gioco stupido ma dai risvolti gravi, che ha creato uno stato di apprensione e paura per la vittima e sta mettendo nei guai le coetanee. Dietro non ci sarebbe alcun ricatto. La sedicenne è stata coraggiosa a raccontare tutto ai genitori, intimorita per essersi vista sugli smartphone di più amici. I familiari a loro volta non hanno perso tempo. Ora la vicenda va chiarita definitivamente. Le indagini sono già in una fase avanzata. La Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli ha agito tempestivamente, raccogliendo tutti gli elementi utili per ricostruire il quadro. Ormai i social network e le diverse chat telefoniche, a cominciare da Whatsapp, si sono impadroniti del tempo libero dei più giovani, il cui linguaggio si rifà ai termini utilizzati on-line e considerati più virali, quindi più seguiti. Immagini, video, foto in movimento grazie alle diverse applicazioni girano sugli smartphone alla velocità della luce. La consigliera di parità provinciale, Enza Luciano, di professione penalista, ha richiamato la necessità di avviare subito percorsi educativi con il coinvolgimento di famiglie, scuola e istituzioni. Si sprecano anche gli appelli da parte delle forze dell'ordine.

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