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Mimì Manzo scomparso in Irpinia,
i figli indagati per spaccio di droga

Mercoledì 6 Luglio 2022 di Alessandra Montalbetti
Mimì Manzo scomparso in Irpinia, i figli indagati per spaccio di droga

Caso Manzo: i figli di Mimì sono indagati anche in un procedimento per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, insieme ad altri quattro giovani, loro amici. Romina e Francesco Manzo sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla procura di Avellino per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, insieme ad Alfonso Russo (indagato anche per false dichiarazioni e favoreggiamento nel procedimento aperto sulla sparizione del 69enne e difeso dall'avvocato Serena Luce) ad Orazio Picariello, Giovanni Luongo (difesi dall'avvocato Maria Di Rito) e Giovanni Limongelli (difeso dall'avvocato Alberico Villani).

Dunque i due figli dello scomparso sono stati iscritti nel registro degli indagati in un procedimento parallelo a quello relativo alla scomparsa del loro papà, dopo che è emerso nel corso delle indagini per far luce sul giallo di Prata Principato Ultra - il consumo di droga in casa Manzo, così come dichiarato da alcune persone ascoltate a sommarie informazioni dopo la misteriosa scomparsa del muratore. Intanto l'avvocato Federica Renna precisa che Romina e Francesco Manzo sono stati iscritti in questo procedimento in quanto nella loro abitazione a termine della perquisizione fu rinvenuto dai militari un bilancino ed in quanto comproprietari dell'abitazione paterna, la loro iscrizione è stato un atto dovuto.

D'altronde la stessa Romina (indagata nella scomparsa del padre ed accusata di sequestro di persona insieme alla sua amica Loredana Scannelli, difesa dall'avvocato Rolando Iorio) ha più volte precisato in questi mesi in cui ha lanciato continui appelli per ritrovare suo padre - «di non aver mai uso di sostanze stupefacenti». D'altronde in casa Manzo e presso l'abitazione di Alfonso Russo le perquisizioni effettuate dai militari dell'Arma hanno dato esito negativo. Intanto in merito alla scomparsa del 69enne gli inquirenti continuano a visionare i video delle telecamere private che hanno ripreso movimenti strani nelle due zone foranee transennate e sequestrate dai carabinieri del comando provinciale di Avellino confrontandoli con i tabulati telefonici relativi alla sera dell'8 gennaio 2021.

Nel corso dei prossimi giorni, intanto potrebbero partire nuovi interrogatori al fine di incrociare le ulteriori versioni con quanto emerso finora dalle indagini. Dunque proseguono a tutto campo le indagini condotte dalla procura di Avellino, guidata dal procuratore Domenico Airoma. Indagini partite ovviamente dall'ultimo giorno in cui è stato visto Mimì Manzo, la sera della festa di sua figlia. Durante la serata ci sarebbe stato un litigio proprio tra Romina e il padre, normali discussioni che accadono in famiglia, stando alla ricostruzione fornita dalla figlia Romina.

Quella sera ebbero un diverbio familiare anche gli Scannelli. Dapprima Loredana e sua madre (Pasqualina Lepore, non indagata) e dopo anche con il papà Massimo (non indagato) ascoltato in procura la scorsa settimama. Litigio per il quale Loredana Scannelli chiese l'intervento dei carabinieri in quanto era stata offesa dal padre in presenza dei suoi amici. Intanto si attende ancora la comunicazione da parte dei Ris di Roma per l'avvio degli accertamenti sull'auto sequestrata dagli inquirenti (una T-Roc) e noleggiata da Romina il giorno del suo compleanno per effettuare le compere in vista della festa, ma sempre guidata da Loredana, in quanto lei non ha ancora conseguito la patente di guida.

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