Rummo, camera iperbarica ok
ma mancano gli anestesisti

Lunedì 10 Febbraio 2020 di Luella De Ciampis
È destinato a essere attivato in tempi brevi il servizio di camera iperbarica dell'ospedale Rummo, attualmente ancora in stand by. È ormai certo che sono stati effettuati tutti gli interventi necessari alla riparazione di alcune avarie di trasmissione dei dati tecnici tra la consolle e la camera pazienti, oltre ai normali interventi di manutenzione semestrale dei sistemi iperbarici, eseguiti da una ditta specializzata su richiesta inoltrata per le vie brevi. La camera iperbarica è ormai chiusa da luglio 2018, ma già alla fine del 2017, era rimasta inattiva per un lasso di tempo abbastanza lungo ed era stata riaperta dopo le vacanze di Natale del nuovo anno, per poi essere definitivamente chiusa nel pieno dell'estate. L'unità operativa, dotata di cinque posti letto con impianto completo, fino ad allora aveva funzionato a pieno ritmo, con una media di 12/15 pazienti al giorno, che ricorrevano al suo impiego per diverse patologie, tra cui, ulcere, fratture a rischio, retinopatie pigmentose, parodontopatie e diabete, oltre che, nelle urgenze e in casi di intossicazione da monossido di carbonio. Inoltre, dal primo gennaio del 2019 era andato in pensione Egidio Cavalluzzo, anestesista responsabile della camera iperbarica e quindi si sarebbe dovuto scegliere un professionista di comprovata esperienza nel settore, per sostituirlo. Compito arduo, in quanto, tra le concause della sospensione del servizio, c'era anche quella della grave carenza di anestesisti, non ancora del tutto superata, che aveva comportato la necessità di operare delle scelte, sacrificando il servizio di ossigenoterapia, per non lasciare sguarnita l'unità complessa di Rianimazione e per garantire la presenza imprescindibile degli anestesisti in Chirurgia.
LA SITUAZIONE
Attualmente stiamo lavorando per riaprire la camera iperbarica dice il direttore generale Mario Ferrante e per ripristinare il servizio a pieno ritmo. E infatti, l'unica causa impediente è rappresentata ancora dalla carenza di anestesisti, che siamo in attesa di reclutare, nella misura di nove». La carenza di anestesisti è una delle più gravi registrate negli ultimi anni in Italia, anche se gli ospedali di tutto il paese lavorano sotto organico per quanto riguarda tutte le branche. Né sono confortanti le prospettive future, perché secondo una stima effettuata dal sindacato dei medici dirigenti Anaao, nel 2028, per effetto dei pensionamenti verranno a mancare oltre 47mila specialisti, mentre i nuovi ingressi di professionisti non sono tali da riuscire a colmare i vuoti lasciati. La soluzione prospettata dagli esperti è quella di provvedere all'adeguamento dell'offerta formativa nel più breve tempo possibile, per arginare la carenza di specialisti che sta determinando seri problemi di funzionamento in molti ospedali italiani.
IL POST
Intanto, il presidente della Regione Campania Vincenzo de Luca, scrive in un post su facebook: «L'azienda ospedaliera San Pio è stata tra le prime strutture in Italia, insieme a quelle di Verona, Padova e Varese ad attrezzarsi di moderni sistemi di video- interpretariato per pazienti sordi che usano la lingua dei segni, ma è sicuramente la prima in assoluto in Campania». Il servizio veasyt live, consente infatti a medici, infermieri e personale amministrativo di essere supportato quotidianamente da un interprete del linguaggio dei segni in videochiamata.
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