Benevento, pusher organizza la fuga
con falsi documenti: arrestato

Giovedì 30 Luglio 2020 di Antonio N. Colangelo

Manifesta l'intenzione di darsi alla fuga reperendo falsi documenti d'identità e viene sottoposto a fermo giudiziario e trasferito in carcere con l'accusa di spaccio di sostanze stupefacenti. Scattano le manette per Daniele Pizzone, 26enne di Benevento già noto alle forze dell'ordine, indiziato di diversi episodi di cessione di cocaina, marijuana e crack. Finito nel mirino dell'attività investigativa dei carabinieri del comando locale, al lavoro su alcuni casi di automobili esplose e date alle fiamme in città in cui potrebbe essere coinvolto con ruolo ancora da chiarire, gli uomini dell'arma sarebbero arrivati al giovane pusher tramite intercettazioni telefoniche e ambientali contenenti elementi riconducibili all'attività di spaccio tra maggio e luglio.

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Due, in particolare, gli episodi sotto la lente d'ingrandimento: una fornitura di 120 grammi di cocaina, per la quale venne arrestata in flagranza di reato una coppia di beneventani proveniente dal Napoletano a cui era stato anche sequestrato un micro cellulare utilizzato per sottrarsi alle intercettazioni, e un'altra di 2 chili di marijuana destinata al mercato cittadino e ai comuni della provincia. Reati che si aggiungerebbero ad altri singoli casi di smercio di droga. Alla base della decisione di disporre il fermo giudiziario, alcune eloquenti affermazioni dell'indagato che, temendo o addirittura sostenendo di essere a conoscenza dell'imminente chiusura delle indagini nei suoi confronti, in alcuni conversazioni intercettate avrebbe palesato l'intenzione di volersi allontanare da Benevento, reperendo falsi documenti di identità, e nascondersi in un villaggio.
Il blitz è scattato ieri mattina presso l'abitazione del 26enne, perquisita dai carabinieri. Al suo interno, rinvenuti e posti sotto sequestro alcuni dispositivi elettronici portatili, 1.100 euro in banconote da piccolo taglio, considerate come possibile provento dell'attività di spaccio. Pizzone, difeso dall'avvocato Gerardo Giorgione, è stato trasferito presso la casa circondariale di Capodimonte ed è in attesa di convalida da parte del Gip.
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