Coronavirus a Benevento, Sos al ministro
per l'anziana prima guarita e poi morta

Venerdì 29 Maggio 2020 di Luella De Ciampis

È stata tumulata per direttissima ieri mattina intorno alle 11.30 nel cimitero di Pago Veiano G. D. P., la 76enne morta all'ospedale Rummo per Covid-19, dopo essersi ripositivizzata alla malattia. Il personale delle onoranze funebri, insieme alla squadra speciale di addetti al seppellimento di persone positive al virus, ha provveduto al trasferimento del feretro dall'area dedicata dell'obitorio dell'azienda ospedaliera al piccolo comune del Sannio, dove il parroco don Gaetano Collarile ha effettuato una veloce benedizione al suo passaggio davanti alla chiesa principale. Nessun familiare (sono stati messi tutti in quarantena) e nessun amico al suo seguito, come indicato dalla procedura in questi casi per l'ultimo viaggio della donna, vittima del primo «caso di ritorno» del coronavirus nel Sannio. Un percorso alternativo, quello seguito dai morti per coronavirus, rispetto alla normalità, che comincia dal Rummo, dove i pazienti seguono un itinerario completamente diverso dagli altri. La comunicazione ai congiunti e alle autorità competenti per territorio, la procedura rigorosissima di preparazione e tumulazione del corpo. Tutto scorre senza avere la possibilità di prendere commiato dalle persone amate prima che accada il peggio, di accompagnarle con un fiore, di versare una lacrima.

«Nel tardo pomeriggio di mercoledì - scrive il sindaco Mauro De Ieso in un post sulla sua pagina facebook - ho avuto quasi per primo l'ufficialità del decesso della nostra concittadina, che già si sapeva essere in condizioni gravi. Una moglie, una mamma, una nonna che dal calvario di Villa Margherita non ha più messo piede nella nostra terra. Sui fatti accaduti nel centro riabilitativo attendiamo che venga fatta chiarezza al fine di fugare ogni dubbio, soprattutto per chi non è più tra noi. Esprimo ai familiari il mio cordoglio e quello di una comunità intera che anche questa volta si rialzerà più forte di prima».

Chiarezza richiesta da più parti, nello specifico, da Pasquale Maglione, deputato del M5S, sui fatti di Villa Margherita sui quali è in corso un indagine della Procura di Benevento, coordinata dal procuratore Aldo Policastro. «L'ennesimo decesso legato a un focolaio di contagi su cui non è stata fatta ancora chiarezza scrive in una nota -. Avevo già chiesto un intervento in un'interrogazione al ministero della Sanità, l'ho rifatto ieri, con una missiva diretta al ministro. I cittadini meritano chiarezza. Già nel mese di marzo, l'impennata improvvisa di contagi che aveva travolto la nostra provincia, avevo chiesto al ministro Speranza quali iniziative intendesse adottare per acquisire elementi utili a chiarire se nella struttura riabilitativa fossero state eseguite correttamente le procedure necessarie per ridurre al minimo il rischio di trasmissione. Oggi, alla notizia di un'altra scomparsa, chiedo con maggiore insistenza, chiarezza e interventi immediati, laddove siano dovuti».


La 76enne è la dodicesima vittima direttamente collegata al focolaio della clinica di contrada Piano Cappelle, mentre sono in tutto 17 i morti per Covid residenti nel Sannio, cifra che arriva a 24, se si includono i pazienti provenienti da altre province, ricoverati nelle strutture del territorio. Una vicenda che aveva avuto un esito positivo per la pensionata, già messa duramente alla prova alcuni anni fa dalla morte prematura del figlio, perché era uscita dal tunnel della malattia ed era stata dimessa dal Rummo, dove era stata trasferita da Villa Margherita nel periodo dell'emergenza. A distanza di dieci giorni dal ritorno a casa, nella fase avanzata della convalescenza, i sintomi si sono ripresentanti, tanto da richiedere il ricovero nel reparto di Pneumologia sub intensiva dell'ospedale. Fin dal momento del secondo ricovero, le condizioni della pensionata sono apparse critiche, fino alla morte, mercoledì. 

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