Benevento, il Covid uccide ancora:
​boom di contagi da vero incubo

Sabato 24 Ottobre 2020 di Luella De Ciampis

Escalation di decessi per Covid-19 al Rummo e di contagi nel Sannio. A perdere la vita è un 82enne di Benevento ricoverato nel reparto di Pneumolgia subintensiva. È la tredicesima vittima dall'inizio di agosto, la seconda nell'arco di 24 ore e la settima negli ultimi dieci giorni, oltre al 78enne suicida dopo aver sconfitto il virus. Con il decesso di ieri, il numero delle morti nel Sannio supera di una unità quello riferito a pazienti di altre province in degenza in città. Il rapporto è, infatti, di sette a sei. Sono 84, invece, i pazienti ricoverati al Rummo dove, oltre al decesso, sono state registrate due guarigioni e ono stati processati 239 tamponi, 30 dei quali sono risultati positivi ma solo 12 rappresentano nuovi casi.

I casi comunicati dall'Asl sono 444, 42 in più di giovedì. I guariti complessi, invece, sono 213: 11 nelle 24 ore, mentre sono 415 i contagiati in isolamento domiciliare. La preoccupazione ora è come risolvere la carenza di posti Covid in ospedale che rischiano di essere insufficienti ma sembrano non esserci soluzioni immediate, soprattutto per carenza di personale. «L'unica soluzione possibile nell'immediato dice Guido Quici, presidente nazionale Cimo-Fesmed è rappresentata da un lockdown per due settimane. Il periodo di incubazione della malattia è tra i 5 e i 7 giorni e ci si ammala entro il decimo e il dodicesimo giorno.

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Quindi se si blocca tutto per 15 giorni la diffusione del virus crolla drasticamente, così come i ricoveri. Dopo aver fatto questo si devono identificare e circoscrivere i focolai che, con un provvedimento del genere, si riducono notevolmente. E poi si potrà riaprire tutto. Sono consapevole che esistono interessi economici che saranno sacrificati ma credo sia l'unica via percorribile». Numerosi i dipendenti della struttura che si chiedono perché non si decide subito di istituire le «Covid house» in cui trasferire i pazienti in attesa dei tamponi di controllo e in fase di convalescenza per liberare i posti letto dell'area Covid, usufruendo dei presidi ospedalieri del «Sant'Alfonso» di Sant'Agata e di Cerreto, completamente ristrutturato (la riapertura era stata annunciata da De Luca per ottobre), e le cliniche private che stanno perdendo una parte dell'utenza.


L'ESPOSTO
Il Codacons ha presentato un esposto alle Procure delle province campane, tra cui Benevento, per denunciare il caos che regna negli ospedali e per ottenere che si indaghi per omissione e abuso di atti di ufficio e concorso in epidemia. «Molti reparti di terapia intensiva spiega il Codacons stanno andando verso la saturazione dei posti letto, le unità di pronto soccorso sono al collasso e le ambulanze devono attendere ore prima di poter dare in carico i pazienti».


LE CRITICITÀ
È rimasta chiusa per sanificazione, anche ieri, la sede dipartimentale dell'Asl di via XXIV Maggio che riaprirà al pubblico lunedì. Gli uffici e gli ambulatori erano stati chiusi giovedì in seguito alla positività di un diabetologo che presta servizio nella struttura. Intanto, si moltiplicano i contagi, soprattutto all'interno dei nuclei familiari che, in questo momento, rappresentano gli ambiti di maggiore diffusione del virus. E con l'aumento dei casi che coinvolgono intere famiglie, aumenta in modo esponenziale la richiesta di effettuare i tamponi per avere la certezza della diagnosi in tempi brevi. La psicosi, poi, fa il resto. È per questo l'utenza si riversa nei centri accreditati che hanno la possibilità di processare i tamponi in tempi più rapidi e, negli ultimi giorni, nelle farmacie per effettuare i test rapidi. Il problema sorge nella fase successiva perché l'Asl, dopo aver ricevuto la segnalazione di positività dal centro privato di riferimento o della farmacia, deve procedere alla verifica dei risultati, eseguendo un altro tampone di controllo. È in questa fase che l'iter si rallenta e i tempi si dilatano in quanto, le persone più responsabili comunicano la positività al sindaco del comune di residenza e si mettono in isolamento volontario, mentre, chi è asintomatico, in assenza di restrizioni e di direttive precise, può decidere di muoversi liberamente. L'aiuto, soprattutto nei piccoli centri, arriva dalle ricostruzioni epidemiologiche fatte autonomamente dai sindaci in quanto consentono di isolare i positivi subito e di circoscrivere in tempi più rapidi eventuali focolai. Ma, in questo modo, si sta creando un doppio canale, come evidenzia, in una nota, Cinzia Mastantuono, coordinatrice di «Italia Viva» di Benevento. «Stiamo vivendo scrive un momento di estrema difficoltà sia per la fase epidemica che per quanto riguarda il discorso sanitario, come si evince dall'analisi dei numeri. La mole di lavoro per gli operatori sanitari è immensa e le risorse umane disponibili non possono smaltirlo in tempi ragionevoli. Quindi, i Comuni stanno fornendo informazioni più immediate, anticipando l'Asl e creando, appunto, il doppio canale informativo. L'unica soluzione per velocizzare l'attività dell'Asl, che rischia di impantanarsi ulteriormente con l'arrivo dell'inverno, è rappresentata dal reclutamento del personale sanitario e Italia viva chiede a gran voce che si intervenga in questo senso con urgenza».
 

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