Coronavirus nel Sannio, pasti a chi
è in difficoltà aumentano le richieste

Lunedì 6 Aprile 2020 di Gianni De Blasio
«Mi riferiscono che tutto è andato bene. Alle 13,30, nonostante fosse il primo giorno, quindi sul piano organizzativo c'è sempre qualche incognita, il pranzo era a tavola. Questo, grazie all'indispensabile contributo delle associazioni di volontariato, che li hanno recapitati a domicilio, in modo da preservare anche il massimo della privacy possibile». Così il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, sull'avvio del servizio erogazione pasti caldi riservati a nuclei familiari e persone senza fissa dimora in condizioni di grave disagio economico causate o aggravate dall'emergenza Covid-19. La fornitura è stata pari ai 190 pranzi preventivati. Solo pochi cittadini, residenti nelle vicinanze delle due sedi di smistamento, in via Fratelli Rosselli e a Santa Maria degli Angeli, li hanno ritirati direttamente. Che la misura sia da ritenere opportuna, lo attestano non solo le 190 richieste, ma anche il probabile aumento delle adesioni. Ieri, infatti, un'altra associazione e qualche parrocchia hanno chiesto al sindaco di poter estendere il servizio ad altri cittadini che si ritrovano a vivere una paurosa fase di disagio. Pertanto, con la probabile lievitazione dei fruitori, si va incontro anche alla richiesta di rivedere il costo da parte della «Siristora», che aveva formulato un'offerta di euro 4,50 ma su 265 pasti. Oltretutto, già ieri, il centro cottura di Beltiglio, in segno tangibile di solidarietà, ha fornito pasti con grammature maggiori di quelle concordate, un menu composto da rigatoni al forno, pollo e patatine, panino, frutta e acqua. Gradito pure il pane casareccio offerto dalla pizzeria di un albergatore di Montesarchio operante in città, ritirato a cura delle associazioni. Che, poi, hanno così distribuito i pasti: 40 le «Sentinelle della carità», 56 la Protezione civile, mentre gli altri 96 sono stati consegnati da Cri e Misericordia.

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L'ASSESSORE
«Se domani (oggi, ndr) le ulteriori adesioni preannunciate dovessero essere formalizzate, i pasti potrebbero aumentare dice l'assessore ai Servizi sociali Luigi Ambrosone -, ma credo che, pur se dovessimo superare la quota dei 265, non esiteremmo a garantire il pasto a chi risulterà in eccedenza». Oggi, intanto, scade il termine perché gli esercizi commerciali presentino l'eventuale adesione alla manifestazione di interesse per sottoscrivere la convenzione per il servizio voucher sociali. Finora hanno risposto 16 punti vendita.

L'APPELLO
Dalla sua pagina Fb, Mastella è tornato a sollecitare i cittadini a dotarsi degli indispensabili sistemi di protezione. «Mentre, in modo ossessivo, continuo a pregarvi di non uscire da casa, non potendo fare una ordinanza al riguardo, rivolgo una calorosa sollecitazione a quelli, pochi, costretti a uscire per andare in farmacia o per fare la spesa alimentare. Invito, perciò, a uscire, o con le mascherine, per chi le possiede, o, in mancanza, con foulard o sciarpe, o comunque con qualsiasi altra protezione che copra naso e bocca». Inoltre, il sindaco chiederà alla polizia urbana di controllare, affinché i servizi commerciali al dettaglio, a partire da oggi, riforniscano i propri clienti o di guanti monouso e/o di soluzioni igienizzanti per le mani.

LAVORO AGILE
«A quasi un mese dall'attivazione di questo strumento di lavoro non posso che esprimere soddisfazione per i risultati fin qui ottenuti in quanto le misure adottate a tutela della salute dei dipendenti non hanno pregiudicato la funzionalità degli uffici». Così l'assessora al Personale, Carmen Coppola a proposito dello «smart working» adottato al Comune. «È stato chiesto ai dipendenti che fruiscono del lavoro agile di compilare e inviare al proprio dirigente, un prospetto, contenente l'indicazione dell'attività svolta, in corrispondenza dei giorni e delle ore di lavoro». © RIPRODUZIONE RISERVATA