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Fabbisogno di medici: è allarme al «Rummo»

Domenica 22 Maggio 2022 di Luella De Ciampis
Fabbisogno di medici: è allarme al «Rummo»

È la carenza di risorse umane a gravare, più di tutto, sull'attività dell'ospedale Rummo che, sia da un punto di vista strutturale che di disponibilità di attrezzature, negli ultimi anni, ha recuperato parecchi punti. Persiste, invece, la carenza di personale medico che investe tutte le strutture pubbliche a livello nazionale per una serie di motivi ormai cristallizzati nel tempo. Secondo il programma di recupero previsto dalla Regione, nel triennio compreso tra il 2018 e il 2020 l'azienda ospedaliera avrebbe dovuto procedere all'assunzione di 271 unità lavorative, suddivise in 135 con ruolo sanitario, 99 con ruolo tecnico, 6 con ruolo professionale e 31 con ruolo amministrativo. Per quanto riguarda l'area sanitaria, avrebbero dovuto essere immessi in organico 62 dirigenti medici, 57 infermieri e 16 dirigenti sanitari.


Da quel momento, poco è cambiato perché la carenza di dirigenti medici non è ancora stata colmata, con grande affanno per tutte le aree ma, in special modo per il reparto dell'Emergenza-urgenza, sottoposto a un superlavoro quotidiano, e per quello di Anestesia e rianimazione, in cui sarebbero necessari oltre 30 anestesisti solo per garantire i turni nei reparti, senza contare la presenza nelle sale operatorie. Gli anestesisti attualmente in servizio non arrivano a 20. Se si tiene conto che, per garantire un turno di guardia completo in ognuno dei reparti dell'ospedale cittadino, sono necessari almeno sei medici, si comprende la fondamentale importanza delle risorse umane. La documentazione relativa alla dotazione organica è ferma al 2020 in quanto la normativa al riguardo è cambiata e il documento è stato sostituito da un programma flessibile del fabbisogno che risponde al budget dei tetti di spesa concessi dalla Regione e alle esigenze aziendali, in base alle quali, la direzione strategica può decidere di procedere all'assunzione di personale infermieristico e di operatori sociosanitari piuttosto che di personale medico.

Nell'ultimo periodo sono stati assunti a tempo indeterminato 40 infermieri, attingendo dalla graduatoria concorsuale dell'Asl e ne sono stati stabilizzati altri 30 che avevano un contratto di lavoro a tempo determinato, mentre, è stato avviato l'iter per l'assunzione a tempo determinato di 20 ausiliari inscritti nell'elenco del Centro per l'impiego di Benevento. È stato reintegrato ampiamente anche il personale amministrativo che, secondo le organizzazione sindacali, è addirittura in esubero. Invece, a distanza di quattro anni dalle promesse della Regione di assicurare al Rummo 62 dirigenti medici, non ci sono stati reclutamenti tali da colmare i vuoti creati da oltre un decennio di drastici tagli al personale medico. Di contro, è continuato l'esodo di professionisti che hanno lasciato la struttura cittadina, cui si è aggiunta la mancanza del personale entrato in quiescenza in questi anni. Per questo, ci si chiede se la situazione non si sia ulteriormente aggravata.

Sta di fatto che, attualmente, l'azienda spende circa due milioni di euro per il personale in autoconvenzionamento che consente ai medici ospedalieri di effettuare prestazioni aggiuntive oltre le 38 ore settimanali che possono essere retribuite come lavoro straordinario, purché rientrino nei tetti di spesa annuali e purché vi siano risorse economiche disponibili nel fondo per il disagio. Nei giorni scorsi, è stato revocato il concorso pubblico per il reclutamento di 5 radiologi perché l'azienda ospedaliera si è attenuta alle direttive regionali che raccomandano di procedere all'assunzione di personale, verificando preventivamente l'esistenza e la disponibilità, in tempi brevi, di altre graduatorie corrispondenti, esistenti nelle aziende del Servizio sanitario nazionale. Non effettuare un concorso nell'ospedale cittadino, da una parte, significa risparmiare tempo e denaro, perché consente di immettere subito in servizio i medici da graduatorie preesistenti, risparmiando i costi, abbastanza onerosi, da sostenere per l'espletamento di un concorso ma; dall'altra parte, significa rimandare il problema. Infatti, avere una graduatoria propria vuol dire poter fare affidamento anche su giovani medici che risiedono nel Sannio.
 

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