L'allarme del ministero e del Censis:
«I falsari puntano ai vini del Sannio»

di Paolo Bocchino

Il Sannio non è la terra dei falsari e il fenomeno assume perlopiù i connotati folkloristici dei colorati ambulanti con borse, scarpe e dvd «made in Forcella». Una evidenza empirica che da ieri può dirsi certificata anche dai più autorevoli istituti in materia come il ministero dello Sviluppo economico e il Censis, coautori dello studio «Analisi della contraffazione nella provincia di Benevento» presentato a Palazzo del Governo. Iniziativa promossa dal prefetto Francesco Antonio Cappetta che ha presieduto il parterre di relatori nazionali, composto dall'ex numero uno della Protezione civile - e attuale delegato alla «Terra dei fuochi» per la presidenza del Consiglio dei ministri - Fabrizio Curcio, dal responsabile lotta alla contraffazione del Mise, Amedeo Teti, e dal direttore generale del Censis Massimiliano Valerii. Per il sindaco Clemente Mastella era presente il vice Luigi De Nigris, che ha evidenziato l'attenzione del Comune sul tema. Problematica contenuta nel Sannio quella dei prodotti contraffatti la cui criminale filiera si manifesta solo nel suo ultimo anello, la vendita al pubblico di oggetti di uso comune fabbricati altrove.

CONTINUA A LEGGERE L'ARTICOLO:
  • Accesso illimitato agli articoli
    selezionati dal quotidiano
  • Le edizioni del giornale ogni giorno
    su PC, smartphone e tablet
SCOPRI LA PROMO



Sabato 22 Giugno 2019, 09:30
© RIPRODUZIONE RISERVATA



COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti

QUICKMAP