Rifiuti da Napoli nel Sannio,
arriva il via libera

Lunedì 9 Settembre 2019 di Gianni De Blasio
Il via libera arriva nel primo pomeriggio. Addirittura da Assisi, dove il presidente della Provincia è in pellegrinaggio con il treno storico. Antonio Di Maria, in costante contatto con il suo capo staff Renato Parente, negli uffici della Rocca assieme ai funzionari Gennaro Fusco e Serafino De Bellis, dispone che può essere apposta la sua firma digitale in calce all'ordinanza: da stamattina è possibile conferire, presso il sito di località Fungaia del comune di Casalduni, i rifiuti con codice Cer, ossia la frazione secca tritovagliata. Provenienza? Gli impianti Stir della Città Metropolitana di Napoli, avendo cura di rispettare, però, il quantitativo concordato, un massimo di 12mila tonnellate. Un conferimento, comunque, provvisorio, della durata di 120 giorni, decorrenti dalla data del primo conferimento. Con il coinvolgimento, peraltro, della Samte, che provvederà alla gestione dello stoccaggio dei rifiuti previo specifico accordo da contrattualizzare con Sapna che, alla società partecipata della Provincia di Benevento, corrisponderà circa 400mila euro, somma sufficiente ad assicurare un paio di mensilità ai 51 dipendenti. Alle due società, però, Di Maria ha imposto di garantire il necessario livello di tutela della salute e dell'ambiente, nonché di ottemperare alle prescrizioni e agli obblighi indicati nei pareri espressi da Arpac, Asl e Vigili del fuoco.

 
Alla Sapna e alla Samte, oltre che alle fasi di conferimento, è imposto di concordare pure le fasi di evacuazione dei rifiuti, operazione da completare, rimarca la «fascia azzurra», nei limiti temporali di validità dell'ordinanza. L'Arpac e l'Asl, invece, eseguiranno controlli periodici al fine di un costante monitoraggio della gestione delle attività. A seguito dei pareri di Arpac, Asl e vigili del fuoco, la situazione si è sbloccata, dopo che negli ultimi giorni, nonostante la Regione avesse dimostrato di voler tener fede agli impegni assunti, rischiava di impantanarsi. Ma, anche sabato, il vicepresidente ed assessore all'Ambiente, Fulvio Bonavitacola, aveva effettuato un sopralluogo allo Stir di Casalduni. Del resto, non si poteva richiedere a Di Maria di emettere l'ordinanza senza dotarsi preventivamente di tutti i pareri previsti.
GLI INCONTRI
Ovviamente, al primo incontro svoltosi in settimana per definire le modalità della perequazione dovuta per la gestione delle discariche post mortem, i cui costi se li sono sobbarcati finora solo i cittadini del Sannio, il presidente chiederà che ne seguano altri a stretto giro. Anche perché la Rocca ha già imboccato le vie legali per pervenire al ristoro dei fondi anticipati. La trattativa con la Regione era focalizzata sui seguenti punti: accettare nello Stir e/o nella Fungaia di Casalduni la sola produzione di indifferenziato del Sannio nel periodo 31 agosto-10 ottobre e comunque nel solo periodo del fermo del termovalorizzatore di Acerra; non accettare le 20mila tonnellate di rifiuti secondo il progetto Sapna, e infatti ci si è accordati per 12mila. Di Maria, oltre alla questione della perequazione delle discariche «post mortem», ha ottenuto di calmierare i prezzi sopportati dai Comuni per i conferimenti dell'indifferenziato e dell'umido; la rimozione delle ecoballe accatastate in località Toppa Infuocata a Fragneto Monforte e relativa bonifica; sostenere la Samte con una strategia concordata al fine di far ripartire il ciclo dei rifiuti nel Sannio; bonificare le discariche «post mortem» insediate dalla gestione Commissariale e presenti sul territorio, quale ad esempio quella di Montesarchio; trovare soluzioni condivise sulla problematiche occupazionali della Samte.
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