P. Treccagnoli

Lo strummolo e la funicella

di P. Treccagnoli
C'è un'espressione napoletana che indaga sulla natura del male (in senso molto spicciolo) e sulla suddivisione delle responsablità. Ne esistono versioni anche elaborate, ma quella più sintentica recita: «Vedimmo si è 'o strummolo o 'a funicella». Ovvero: «Cerchiamo di capire se è colpa della trottola o della corda per lanciarla». Prende origine dall'antico gioco di strada degli scugnizzi che tiravano la trottola e, quando non girava bene e a lungo, si chiedevano dove fosse il guasto, l'errore, l'inghippo. A Napoli tocca interrogarci spesso sullo strummolo e la funicella. Venendo alla zella cittadina, il quesito è se sia colpa di chi amministra o di chi è amministrato. L'Italia intera è sempre pronta a trovare un capro espiatorio e a scaricare la propria inefficienza sugli altri, meglio se sta in alto. Se sta in basso è pure peggio: siamo un Paese di maramaldi, pronti a infilzare l'uomo morto. Insomma, strummolo e funicella spiegano molto del carattere dei napoletani. Prendiamo, non a caso, la monnezza e l'inestirpabile sporcizia che ci circonda. E facciamo qualche esempio. Lo scorso agosto, l'amministrazione comunale ripulì il tunnel che collega Piedigrotta con Fuorigrotta, percorso quotidianamente da migliaia di auto e moto. Tutti ricorderanno i cumuli fetidi di rifiuti ingombranti che la gente (noi napoletani) aveva buttato con grande sprezzo della decenza e della salute pubblica. C'era di tutto: da elettrodomestici scassati a porte sfondate, spazzatura casalinga, materiale edilizio e secchi di dubbio contenuto. Li portarono via a camionate. Fu una delle prima ramazzate della giunta di Luigi de Magistris. Ma quanto è durata? Da tempo la criminale abitudine è ricominciata e la galleria si sta riempendo di nuovo di immondizia. Viene da chiedersi: è lo strummolo o la funicella? In questi giorni, a via Caracciolo, la striscia di terra salmastra che separa la scogliera bianca dal parapetto del Lungomare è linda e pinta come non si vedeva da 15 anni. Non c'è più quella traccia chilometrica di bottiglie di plastica, di lattine, di torsoli, fetenzie e liquami ai quali il nostro occhio e il nostro naso avevano fatto il callo. E' vero, sia detto per inciso, che il marciapiede è pieno di buche. Aspettano di essere rappezzate da settimane. Comunque sia, finalmente qualcuno si sta occupando anche del mare e della passeggiata più celebrata del mondo. Quanto durerà questa pulizia? Toccherà domandarsi ancora: è lo strummolo o la funicella? Proprio ieri sera, il sindaco de Magistris ha lanciato un appello ai cittadini, invitandoli a tenere in casa il sacchetto di spazzatura fino a quando continuera il blocco dei Tir, perché non è garantita la raccolta dai cassonnetti. Una richiesta temporanea, di civiltà minima, che non ci costa nulla praticare. Quanti la rispetteranno? Quindi, ancora: è lo strummolo o la funicella? La verità è che da tempo non pratichiamo più questo gioco. E non sappiamo più distinguere lo strummolo dalla funicella. Anzi, pensiamo che il gioco non ci riguardi, perché siamo pronti a sostenere di non essere né lo strummolo né la funicella.
Martedì 24 Gennaio 2012, 09:21
© RIPRODUZIONE RISERVATA

COMMENTA LA NOTIZIA
0 di 0 commenti presenti


QUICKMAP