L'acquedotto di Vanvitelli fra i rifiuti:
vandali scaricano anche frigoriferi

Domenica 9 Agosto 2020 di Giuseppe Miretto
Vandalizzato, imbrattato, trasformato in discarica. Un monumento, dichiarato patrimonio dell'umanità e tutelato dall'Unesco, utilizzato, sempre e comunque, come luogo di comodo sversamento di rifiuti speciali: sono state divelte, infatti, le sbarre per interdire l'accesso ai veicoli motorizzati lungo i cammini boschivi che si sviluppano intorno all'Acquedotto Carolino.

L'INDECENZA
È stato facile smantellare gli ostacoli e i lucchetti all'ingresso dei sentieri. E in pochi giorni sono ritornati gli sversamenti abusivi, nonostante i luoghi siano stati puliti appena due mesi fa. Mai i soliti frequentatori delle discariche abusive avevano osato tanto: sfidare tutti i divieti e intensificare l'abbandono di rifiuti speciali (materiale edile di scarto) ben occultati tra i cespugli: elettrodomestici dismessi, qualche materasso, mobilio, tantissima plastica e qualche siringa. «Siamo in una guerra ammette il sindaco di Valle, Francesco Buzzo - abbiamo risposto con un nuovo provvedimento: ricostruite le sbarre. Messa in campo in 48 ore una squadra di volontari, imprese private (che hanno prestato un servizio a titolo gratuito) e dipendenti del comune che, armati di ramazze, decespugliatori, camion hanno portato vie le discariche, le erbacce rigogliose e i rifiuti ubiquitari».

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I NUMERI
Il comune di Valle ha amaramente censito che sono stati «contaminati e degradati, in più punti, quasi due ettari di terreno a tutti noti come il parco vanvitelliano (Monte Longano)». Nonostante la quarta bonifica in appena due anni, nulla cambia. Non si riesce a fermare l'agonia indecorosa del monumento che alimenta le cascate della Reggia di Caserta, e che all'inaugurazione del 1765, era il ponte più alto d'Europa. Presi di mira i luoghi dello jogging (complesso delle Ferriere).

IL PUGNO DURO
«Non abbiamo alternative alla chiusura precisa Buzzo- per evitare che lungo il percorso di trekking di Monte Logano la rimozione delle discariche diventi un'attività permanente». Ma gli sversamenti non risparmiano nemmeno i sentieri su Monte San Michele che conducono fino al Santuario. Qui, è attiva la mobilitazione delle associazioni, schierate con il comune, contro l'ubicazione del biodigestore in località Casa Mastellone, sito scelto dal comune di Caserta. Polemiche a parte servono provvedimenti. «È il tempo delle responsabilità denuncia Pasquale Vigliota, ex assessore all'ambiente- comune e la direttrice generale della Reggia, Tiziana Maffei, sottoscrivano l'intesa per la vigilanza del monumento riattivando la casa del custode: serve il presidio e un info point per i visitatori. Non dare risposte, di fatto si fiancheggia chi abbandona i rifiuti». © RIPRODUZIONE RISERVATA