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La sosta selvaggia trasferita
il parco della Flora invaso dalle auto

Sabato 28 Maggio 2022 di Lidia Luberto
La sosta selvaggia trasferita il parco della Flora invaso dalle auto

«Fatta la legge», o, forse, in questo caso sarebbe meglio dire, «fatta osservare la legge», si trova l'inganno, come nel costume di molti. È quello che sta succedendo proprio a ridosso della Reggia. Avevamo documentato, nei giorni scorsi, con dettagliato corredo di foto, la situazione che si era venuta a creare in piazza Gramsci, diventata un indecente parcheggio. Da settimane, se non mesi, ai due lati della strada, si trovavano auto in sosta in barba ai divieti e ai controlli. Che pure, ogni tanto, venivano effettuati, per giunta con tanto di rimozione forzata. Ma bastava che la polizia municipale si allontanasse che già la situazione ritornava ex ante.

Ora, però, da qualche giorno, le macchine sono quasi completamente scomparse. Chissà se per effetto delle tante proteste, arrivate soprattutto attraverso i social, degli articoli o, perché no, anche dell'appello che il consigliere comunale di opposizione, Pasquale Napoletano, ha indirizzato al ministro Dario Franceschini. Ma tant'è, qualunque sia stata la causa, è l'effetto in questo caso che è importante: il tratto del corso Trieste situato di fronte alla piazza Gramsci, liberato dalle auto, ha permesso addirittura ai turisti di fotografare in prospettiva il Palazzo senza le lamiere della auto in primo piano.

Il problema, però, ora si è letteralmente spostato altrove. Le auto, scomparse dalla strada, sono, infatti, riapparse addirittura nella Flora. Così fra il verde fitto dei giardini storici che, come è stato più volte ribadito dai responsabili, sono parte integrante del Parco reale, sono spuntate le auto. Un pugno nell'occhio per quanti percorrono via Gasparri o si fermano per un drink nella stessa piazza Gramsci. Perché quelle auto sono ben visibili dalla strada e offendono il decoro del giardino. Certo, come hanno precisato i responsabili del monumento, si tratta di una sistemazione temporanea in quanto è attualmente inagibile per lavori in corso il parcheggio della Reggia, quello cioè, che si apre su via Gasparri e del quale si servono i dipendenti del monumento, ma anche quelli della Soprintendenza e del Consorzio della mozzarella di bufala che ha sede nelle Cavallerizze.

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La questione, dunque, non meriterebbe rilievo se quelle auto, parcheggiate in un luogo assolutamente improprio, all'ombra e senza rischio di contravvenzione, fossero nascoste alla vista dei turisti. Invece, sono lì a fare bella mostra e a raccontare una storia di disattenzione e di disservizi (la chiusura del vicino parcheggio Pollio potrebbe aver aggravato la situazione di disagio di quanti devono recarsi per lavoro in Reggia). Cosi, basta una foto di qualche visitatore che proprio in questi giorni arriva alla Reggia, per danneggiare una immagine che con grande zelo i responsabili del monumento stanno cercando di migliorare.

Peraltro, quelle auto parcheggiate in una zona ben curata e altrettanto ben conservata del sito Unesco, hanno riacceso l'attenzione su quell'angolo del monumento particolarmente caro ai casertani, in quanto per anni è stato luogo di incontro, di iniziative, di manifestazioni. E si è riacceso il dibattito sulla sua chiusura non solo alla città. Una spina nel fianco: addirittura, nel 2020, il Fai inserì la Flora fra i Luoghi del cuore, per cercare di valorizzarla e di restituirla alla fruizione. Un'iniziativa che, però, guardava oltre e che si inseriva in un progetto molto più ampio e ambizioso, quello, cioè di liberare e pedonalizzare la zona che circonda il giardino Flora, quel lungoreggia liberato sognato come il primo passo per la rinascita e la rigenerazione del centro storico cittadino.
 

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