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Certificati anagrafici nelle edicole?
Tre mesi di annunci, ma niente fatti

Venerdì 29 Ottobre 2021 di Marilù Musto
Certificati anagrafici nelle edicole? Tre mesi di annunci, ma niente fatti

Se fosse stato reale, sarebbe stato un capolavoro di sburocratizzazione. Invece, il piano si è arenato in un sogno che il mostro della burocrazia ha divorato. È il flop dell'iniziativa che avrebbe dovuto consentire ai cittadini di Caserta di poter ritirare i certificati anagrafici nelle edicole della città evitando file inutili e anche pericolose nella sede del Comune di via San Gennaro. «Dovevano chiamarci per un corso di formazione, eravamo pronti. Abbiamo atteso, ma invano», spiega l'edicolante Salvatore di Casolla. «E pensare che avevo anche comprato un computer», racconta Vittorio dell'edicola di via Ricciardi.

Da marzo, mese dell'annuncio, sono trascorsi otto mesi e all'orizzonte si continuano a vedere file al Comune. Ma come è stato possibile? «Ci sono stati dei problemi di salute degli organizzatori», racconta Massimiliano Aglione, presidente provinciale e vice presidente regionale della categoria degli edicolanti. E poi? «Abbiamo optato per il rinvio a settembre, ma ci sono state le elezioni amministrative a ottobre e tutto si è spostato in avanti». Il voto: la proverbiale goccia che fa traboccare il vaso. Ogni necessità si ferma, a Caserta, di fronte alla democratica volontà di scelta dei cittadini. E poco importa se la «ferita» profonda degli uffici comunali lenti continua ad aprirsi e a sanguinare. Come se da questo il voto non dipendesse. Eppure, l'idea era buona. Lanciata dallo Snag (Sindacato nazionale autonomo giornalai) a marzo, il progetto si prefiggeva l'obiettivo di evitare le file all'Anagrafe. Malgrado la firma della convenzione con il Comune, il progetto è fermo al palo con buona pace degli edicolanti che nel frattempo hanno effettuato investimenti notevoli per attrezzarsi: tra 500 e 800 euro.

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«Credo che la prossima settimana sarà cruciale per l'avvio del servizio», continua Aglione. Intanto, l'edicolante del rione Puccianiello ha già pensato che è meglio cambiare mestiere e ha chiuso bottega. Per altri motivi, certo. Ma tant'è. «Sono poche le edicole rimaste in città - continua Aglione - le persone non leggono più. I giovani non si interessano alla vita della loro città e della loro provincia». Ovviamente, con il servizio per i certificati l'utenza aumenterebbe. E poi, c'è chi pur avendo aderito, mostra un po' di scetticismo. Qualche punto interrogativo aleggia sul numero delle operazioni che sarà necessario effettuare per recuperare l'investimento.

Eppure, sembra che anche la Federazione dei tabaccai abbia mostrato interesse per questo tipo di servizio. In sostanza, l'avvio dovrebbe prevedere prima il corso di formazione - annunciato e mai partito - al termine del quale ciascun edicolante potrà disporre di un codice ID (identità digitale) per poter accedere gratuitamente alla piattaforma. Fatta eccezione per quelli storici e quelli relativi agli stranieri, i giornalai saranno abilitati infatti a rilasciare l'80% dei certificati esistenti. Confermato anche il costo di 1,50 euro per ogni operazione effettuata al quale occorrerà aggiungere anche quello di eventuali bolli o ticket. Sarà l'ufficio Anagrafe a fornire tutti i moduli necessari. Ma quando?
 

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