Cold case del gruppo Bardellino,
l'agguato dei fratelli Cantiello

Martedì 25 Gennaio 2022 di Marilù Musto
Cold case dei Bardellino killer arrestato dopo 34 anni

Prima di morire vide il mare. Questa è una certezza. L’altra cosa certa è che fu ucciso con un fucile e una pistola a tamburo dopo essere stato trascinato lungo la spiaggia del Villaggio Coppola a Castel Volturno. Era Pasquale Santagata, vittima della furia mafiosa di Francesco Bidognetti detto «Cicciotto e’mezzanotte». Pasquale Santagata aveva un unico «neo», stando alle indagini: era considerato vicino al gruppo di Antonio Bardellino, ucciso in Brasile da Mario Iovine nel maggio del 1988.

Appena la notizia della morte del fondatore del clan dei Casalesi (nel suo villino a Buzios) arrivò a Casale e dintorni, il neo gruppo del clan dei Casalesi fece piazza pulita dei fedelissimi di Bardellino, il potentissimo boss di San Cipriano. Oltre a Paride Salzillo, nipote prediletto di don Antonio, furono uccisi in molti. Fra loro, Pasquale Santagata. 

Dopo trentaquattro anni, i collaboratori di giustizia hanno ricostruito il suo delitto e, ieri mattina, all’alba, i carabinieri hanno arrestato Vincenzo Cantiello, 57 anni di Casal di Principe. Fu lui, con il fratello, il più famoso Salvatore «Carusiello», che avrebbe premuto il grilletto per eliminare Pasquale Santagata, come in un gioco a schacchi. E infatti, fino ad ora, questo era considerato un fatto di sangue da sempre circondato da nubi.

Le indagini all’epoca segnarono il passo, ma ora, con i racconti dei pentiti, tutto è più chiaro: Pasquale Vargas, il collaboratore che qualche anno fa spiegò di essersi ridotto in povertà, dopo il pentimento,  sarebbe stato protagonista dell'omicidio Santagata con il ruolo di specchiettista. Avrebbe, in pratica, seguito la vittima per consegnarla poi ai «carnefici».

Il gip del tribunale di Napoli - su richiesta della Procura Antimafia - ha ordinato la cattura del fratello di Cantiello «carusiello», l’unico ancora libero. In verità, il pm della Dda avevano anche chiesto l’arresto per Francesco Bidognetti «Cicciotto e mezzanotte», ma essendo al carcere duro con gli altri protagonisti accusati - Salvatore Cantiello e Pasquale Vargas - il gip non ha applicato la misura. L’inchiesta è stata coordinata dalla Dda di Napoli e dai carabinieri del comando provinciale di Caserta. Adesso, gli indagati - difesi dall’avvocato Carlo De Stavola - dovranno difendersi davanti ai magistrati. 

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Nei loro confronti sono stati ritenuti sussistenti gravi indizi del reato di concorso in omicidio pluriaggravato, maturato nel contesto della criminalità organizzata. La storia che ritorna, inesorabilmente. L’omicidio di un appartenente alla fazione Bardellino era considerato, all’epoca, un passaggio-chiave per voltare pagina e concedere lo scettro al nuovo triumvirato: Schiavone-Iovine-Bidognetti.

La causa della morte di Santagata, ricostruita anche grazie alla analisi delle dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia, è dunque da ricondurre alla vendetta trasversale maturata nell’ambito di uno scontro interno alla criminalità organizzata per affermare la supremazia criminale dell’opposta fazione Bidognetti Schiavone del clan dei Casalesi. Come nella tradizione mafiosa per eccellenza.

Ultimo aggiornamento: 19:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA