Coronavirus a Caserta, meno contagi
e più speranza: ci sono anche tre guariti

Domenica 29 Marzo 2020 di Ornella Mincione
La notizia positiva di ieri è senz'altro quella della dimissione dall'ospedale di Caserta del già deputato del Parlamento europeo Nicola Caputo, risultato positivo al Coronavirus undici giorni fa. Ad annunciarlo è lui stesso in un lungo post di ringraziamenti verso gli operatori sanitari dell'azienda ospedaliera Sant'Anna e San Sebastiano di Caserta. Intanto, 186 sono i casi positivi in tutta la provincia di Caserta: tre in più rispetto all'altro giorno e si tratta di persone dei comuni di Capua, San Tammaro e Vitulazio.

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I risultati sono emersi dai 1797 tamponi effettuati fino ad ora in tutto il territorio. Sono sempre 14 i deceduti con Covid 19. Così come sono sempre 3 i guariti mentre sono 625 in quarantena obbligatoria: altri 1713 sono in autoisolamento fiduciario. Tra i guariti, a breve verrà aggiunto anche il deputato Nicola Caputo, ricoverato per 11 giorni presso l'unità operativa complessa di Pneumologia del nosocomio casertano, guidata da Antonio Ponticelli e risultato negativo al Coronavirus con due tamponi di prova.

«Sono stato seguito da tutti i medici e gli infermieri costantemente, con estrema attenzione: una troupe di eroi», commenta Caputo riferendosi alla squadra degli operatori sanitari che lo hanno assistito durante la degenza. «Ho scoperto di essere infetto per caso, andando a fare alcuni controlli - racconta il deputato -. Per tutto il tempo ho avuto un po' di tosse e la febbre, neanche troppo alta, intorno a 37,5. Sono stato curato con antibiotico endovena e sono stato reidratato costantemente». Detto questo, però, Caputo sottolinea come «tutti coloro che fanno parte del personale medico sono stati encomiabili. Hanno assistito me e tutti gli altri pazienti Covid con dedizione e attenzione: hanno risposto in ogni momento, senza risparmiarsi».

Poi però, il politico aggiunge: «è necessaria una accelerata sulle attività per gli ospedali. Sono eroi spesso abbandonati. Il contorno dell'organizzazione non funziona e questo può presagire una discriminazione del paziente». E racconta: «Mi sono trovato nella situazione imbarazzante di avere un lavandino rotto nella stanza dove ero ricoverato. Davanti a me hanno chiamato in tutti gli unidici giorni la manutenzione: gli addetti, per la paura del contagio, si sono rifiutati di riparare quel lavandino. Tutti i giorni». Una situazione «imbarazzante che mi fa riflettere sulla paura e la psicosi che ci ha fatto chiudere in casa, come è giusto che sia, ma che ancora non ci fa ragionare su come uscirne», continua l'esponente politico, ieri dimesso. «Credo che sia utile pensare di rimettere tutto in moto anche con le opportune cautele, ma quanto meno iniziare a pensare al sistema da intraprendere per ripartire» aggiunge Caputo soddisfatto e felice della sua degenza nell'ospedale provinciale, tanto da dire: «scriverò una lettera al commissario straordinario così pure al governatore De Luca che mi è stato molto vicino in questi giorni».

Intanto dalla Regione Campania arrivano le mascherine per tutti i farmacisti. Mentre sul sito ufficiale dell'ente regionale si legge che i dispositivi arriveranno lunedì, già in molte farmacie casertane sono presenti. Precisamente, sono almeno 40 per ogni farmacia (otto per ogni farmacista). Ma proprio per le farmacie è l'appello di ieri di Federfarma che invita tutte «ad astenersi dall'acquisto di test rapidi pre Covid 19 e lo fa prendendo in considerazione una nota del Ministero della Salute a riguardo», poichè tale Quick Test' «non sono in grado di fornire risultati sufficientemente attendibili e di comprovata utilità per la diagnosi rapida nei pazienti che sviluppano Covid 19». Anche l'ordine dei Farmacisti di Caserta ha sollecitato e invitato gli iscritti a non acquistare il test rapido. «I test sono in commercio ma ho detto a tutti i colleghi di astenersi all'acquisto», commenta il presidente dell'ordine provinciale Vincenzo Buonocore. «Ora non si può fare fede su un esame che non ha avuto sufficienti prove attendibili. So che questi test sono in commercio, fuori e dentro il territorio casertano. Non possiamo come ordine obbligare nessuno, ma di certo abbiamo invitato tutti a non considerarlo come prodotto acquistabile».

Altra questione che interessa le farmacie è quella delle bombole d'ossigeno vuote. In molti sono i cittadini che non restituiscono le bombole vacanti, una volta utilizzate: «è ora di farlo. Possono salvare la vita ai pazienti Covid che ora sono in isolamento domiciliare e hanno bisogno di essere curati. E' fondamentale che ora vengano restitute», continua il presidente dell'ordine Buonocore. Anche l'Asl di Caserta ha pubblicato nei giorni scorsi sul proprio sito un annuncio con cui invita i cittadini a restituire urgentemente le bombole vacanti. «In media ogni farmacia ha 5, 6 bombole. Se si considera che ci sono attualmente 245 farmacie nel territorio casertano, stiamo parlando di circa 1400 bombole che possono fare la differenza per i pazienti con Coronavirus che in questo momento stanno combattendo la loro battaglia a casa propria», dice ancora Buonocore. Ogni bombola significa, in media, da un'ora alle tre ore di ossigeno continuative: «abbiamo bisogno dei contenitori per fornire di ossigeno questi pazienti che hanno difficoltà respiratorie», conclude il presidente dell'ordine dei farmacisti casertani. Ultimo aggiornamento: 10:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA