Elezioni provinciali a Caserta,
due liste Pd: «Sfiduciare Magliocca»

Venerdì 23 Agosto 2019 di Lia Peluso
Il Partito democratico in provincia di Caserta guarda con attenzione le mosse del partito nazionale in occasione della crisi del Governo, intanto in Terra di Lavoro si prepara al voto e la data scelta per le elezioni di secondo livello è quella di giovedì 3 ottobre. «Il primo appuntamento che ci vedrà impegnati già da lunedì - ha affermato il segretario provinciale del Pd, Emiddio Cimmino - è quello delle elezioni provinciali. Stiamo già lavorando alla composizione delle liste».
 
Per il Pd la previsione è di due liste così come è accaduto alle passate elezioni del 2017. Il territorio sarà diviso in due macro aree, componendo così altrettante liste perché i candidati potranno essere 16 per ciascun schieramento. «Le liste saranno sicuramente due - ha aggiunto Cimmino - ed andranno a comprendere i candidati delle due aree in cui divideremo il territorio casertano, vale a dire alto casertano e l'area più a sud. Abbiamo deciso di comporre due liste per dare la possibilità a più candidati di scendere in campo, viste le molte richieste di candidature che abbiamo ricevuto». Nelle settimane precedenti il Pd è stato impegnato in una serie di incontri per elaborare un documento da sottoporre all'attenzione dell'assemblea dei sindaci della provincia di Caserta. Si trattava di una sorta di mozione di sfiducia nei confronti dell'operato del presidente della Provincia, Giorgio Magliocca, di Forza Italia. Un segnale politico, visto che la mozione non avrebbe avuto l'effetto di interrompere il mandato di Magliocca alla luce della legge di riordino delle Province, per rimarcare una netta divisione del Pd all'interno del consiglio provinciale. Una risposta all'attacco che aveva sferrato Magliocca il giorno in cui, il 19 luglio scorso, è stato approvato l'allineamento di bilancio, l'ultimo dell'attuale consiglio provinciale. Il bilancio è stato approvato senza i voti dei consiglieri provinciali democratici: Raffaele Guerriero, Pino Moretta, Basilio Vernile e Carlo Russo che decisero di abbandonare l'aula. La stoccata di Magliocca non è stata diretta solo ai consiglieri provinciali del Pd, ma soprattutto al leader provinciale del Pd e ai consiglieri regionali Stefano Graziano e Gennaro Oliviero e a Giovanni Zannini di area moderata, che nei giorni precedenti a quel Consiglio avevano lavorato per la mancata approvazione dell'allineamento di bilancio. L'ipotesi di quel documento però è poi venuta meno anche alla luce del decreto firmato da Magliocca qualche giorno fa attraverso il quale è stata fissata la data delle elezioni. «Adesso dobbiamo pensare - ha concluso Cimmino - al rinnovo del consiglio provinciale e soprattutto a dare un senso alla rappresentanza del partito in consiglio provinciale anche alla luce degli ultimi avvenimenti nazionali».

Il riferimento di Cimmino è alla linea del gruppo del Pd all'interno del parlamentino provinciale che non ha dato subito al momento del suo insediamento un segnale di netta distanza rispetto alle linee programmatiche di Giorgio Magliocca, una parte del gruppo consiliare del Pd eletto nel 2017 ha sostenuto la linea del presidente della Provincia votando le linee programmatiche e gli allineamenti di bilancio che, da quell'anno in poi, furono sottoposti all'attenzione del Consiglio. Una linea ondivaga del Pd che portò a una spaccatura all'interno del gruppo ed espulsioni dal partito ed è probabile che Cimmino voglia evitare situazioni simili. La ripresa dell'attività politica sarà segnata dal Pd anche dall'inaugurazione della nuova sede provinciale in piazza Matteotti a Caserta. © RIPRODUZIONE RISERVATA