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Impianto rifiuti, Comune di Caserta
impreparato sui quesiti regionali

Martedì 5 Aprile 2022 di daniela
Impianto rifiuti, Comune di Caserta impreparato sui quesiti regionali

Troppo pochi trenta giorni per rispondere a tutti i quesiti della Regione sul biodigestore e produrre tutta la documentazione richiesta lo scorso 25 febbraio, il Comune di Caserta presenta una istanza di sospensione dei termini della procedura. Nessun riferimento a proroghe né ai tempi realmente necessari all'ente per ottemperare. Appena quattro righe, a firma del dirigente al ramo, questo il contenuto della pec inviata dall'amministrazione comunale allo Staff Valutazioni ambientali di Napoli. Il chiarimento sulle 61 osservazioni mosse dalla Regione all'indirizzo del Comune sono fondamentali per il rilascio del parere di verifica di assoggettabilità del biodigestore alla Via (Valutazione di impatto ambientale) che l'ente intende realizzare in località Ponteselice. E quindi per stabilire se è possibile portare avanti il procedimento o se al contrario il progetto debba essere accantonato.

Tra le richieste della Regione c'è quella di fornire maggiori indicazioni sulla produzione del percolato e sul suo smaltimento, sulla genesi dei reflui e sul loro stoccaggio, quali le misure di prevenzione degli incendi, una stima sul traffico veicolare e quindi sull'impatto che avrà sull'ambiente e sulla mobilità. E ancora indicazioni sulla proprietà dell'area, che come è noto non è pubblica, una descrizione dettagliata delle dimensioni delle opere da realizzare, un chiarimento su quanti e quali altri comuni della provincia usufruiranno dell'impianto, una stima delle emissioni in atmosfera degli inquinanti, uno studio sull'impatto acustico e soprattutto si chiede di trasmettere una dichiarazione a firma dei professionisti firmatari dello studio preliminare ambientale presentato dal Comune a gennaio scorso nel quale gli stessi dichiarino, sotto la propria responsabilità, di essere in possesso delle competenze specifiche previste nelle materie afferenti alla valutazione ambientale del progetto.

Parallelamente all'azione della Regione c'è poi quella partita dal basso di associazioni, comitati e movimenti che, affiancati da padre Raffaele Nogaro e dai sindaci di Casagiove, Capodrise, Recale e San Nicola La Strada, stanno portando avanti una campagna di sensibilizzazione in città per far sì che il progetto del biodigestore venga bloccato. Ieri sera nuova riunione nella sala Moscati del Buon Pastore in piazza Pitesti. All'ordine del giorno l'installazione in città di banchetti informativi, una raccolta firme, un flash mob, una serie di incontri informativi in alcune zone della città e una intensa opera di volantinaggio per spiegare il perché della loro contrarietà al biodigestore in località Ponteselice. «I rifiuti vanno gestiti in loco nel rispetto di quanto stabilito dalle direttive comunitarie è il commento di Valerio Cappio, consigliere comunale di Casagiove ciascun Comune deve realizzare piccoli impianti che siano in grado di soddisfare le esigenze della sua comunità». 

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Il riferimento va al fatto che Caserta produce in media ottomila tonnellate di rifiuti mentre invece l'impianto progettato dal Comune accoglierebbe 40mila tonnellate annue. «Dopo aver presentato un ricorso al Tar insieme a ben quattro sindaci e a Legambiente fa notare Norma Naim di Speranza per Caserta e aver depositato in Regione un lungo elenco di osservazioni sull'impianto, è giunto il momento di coinvolgere i cittadini perché qui è a rischio la salute di tutti». «La vicinanza ai centri abitati e alla Reggia vanvitelliana di un impianto di queste dimensioni spiega Dolores Peduto di GreenCare Caserta avrà un elevato impatto ambientale e conseguenze negative non solo per i cittadini di Caserta ma anche dei comuni vicini per le sostanze inquinanti prodotte, le emissioni di odori e degli aerosol biologici dei rifiuti in stoccaggio o in lavorazione, ai quali vanno aggiunte le emissioni dei gas di scarico dei mezzi che conferiranno i rifiuti».

Ultimo aggiornamento: 13:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA