Furto sacrilego nel Duomo di Marcianise:
scomparsa la corona del Crocifisso

Sabato 25 Gennaio 2020 di Franco Agrippa
Furto sacrilego nel Duomo di Marcianise. Nel pomeriggio di giovedì è stata rubata la corona d'argento che cingeva il capo del SS. Crocifisso. Un gesto che amareggia l'intera popolazione di Marcianise per la profanazione inflitta al Cristo venerato da tutta la città. Sebbene la sottrazione della corona è stata scoperta solo ieri mattina da alcuni fedeli, i Carabinieri sarebbero sulle tracce dell'uomo, probabilmente extracomunitario, autore del furto.



I militari, infatti, hanno effettuato i rilievi all'interno della chiesa e della cappella delle Cinque Piaghe, dove è alloggiato il Crocifisso, ed hanno esaminato i filmati delle telecamere degli esercizi commerciali presenti in via Duomo. Nei video si noterebbe chiaramente una persona che dopo l'apertura del portone principale della chiesa, intorno alle 16,00 di giovedì, si è intrufolata furtivamente. La persona sarebbe stata riconosciuta da alcuni fedeli che frequentano la chiesa perché avrebbe tentato, altre volte, di scassinare le cassette delle offerte. La preoccupazione più forte è quella che il balordo che ha commesso il furto potrebbe essersi già disfatto della corona, vendendola per poche decine di euro.

A commentare e diffondere per primo la vicenda è stato l'ex sindaco Antonello Velardi che in un post su facebook ha detto: «E' una notizia drammatica per Marcianise, il Crocifisso è parte della storia della città. E' simbolo della nostra comunità. La corona ha un valore che va ben oltre quello commerciale: è d'argento, fu donata nel lontano 1906 in occasione del bicentenario dell'arrivo della statua a Marcianise. A compiere il furto ha ancora affermato Velardi sarebbe stato un malvivente che ha agito da solo: ha lasciato delle tracce, dentro e appena fuori la cappella laterale dove è collocata la statua sono stati trovati dei chiodi che tenevano ferma la corona. Nel portarla via, è come se l'avesse sbriciolata. Per portare a termine il furto, il malvivente ha aperto la vetrata che custodisce la teca con la statua».

Il culto per il Crocifisso a Marcianise ha origini antiche, una devozione che è accresciuta nei primi anni del 700, con la collocazione nel Duomo della statua lignea del Cristo in Croce realizzata dallo scultore Giacomo Colombo. Un simulacro taumaturgico che i marcianisani hanno invocato nei momenti difficili delle siccità, delle epidemie e anche dei problemi personali, tanto che in occasione della fine dell'epidemia di pestilenza del 1837, le autorità comunali decisero, con un documento pubblico, che il Municipio si impegnava a pagare le spese di una festa annuale, in onore del Crocifisso. Da allora ebbe inizio la tradizionale festa del Crocifisso che come devozione ed importanza supera quella del Santo Patrono della città San Michele. «Personalmente ha continuato l'ex sindaco -, chiedo solo che questo gesto assurdo non passi sotto silenzio. La città deve ribellarsi, deve invocare un intervento forte, perentorio, per mettere in sicurezza il Duomo e ciò che vi è custodito. Evito di aggiungere altro, anche perché sulla corona del Crocifisso, quella d'oro, paradossalmente meno importante di quella rubata ieri perché molto meno antica, sono stato protagonista da sindaco di una battaglia, purtroppo strumentalizzata, che è per me ancora una ferita aperta».

Velardi, infatti, fu denunciato per appropriazione indebita dal parroco del Duomo, don Paolo Dello Stritto (tra l'altro assente in questi giorni per una vacanza) a causa della corona d'oro che nelle uscite ufficiali adorna il Crocifisso. Una corona commissionata nel 1951 da alcune famiglie di Marcianise, custodita sempre dalla polizia municipale e utilizzata dalla parrocchia nella processione, che ogni 5 anni, attraversa la città con la statua del 700 realizzata da Giacomo Colombo. Una contesa non ancora definita, infatti qualche mese fa, l'ex giunta comunale ha promosso un'azione legale nei confronti del parroco rivendicando, per il Comune di Marcianise, la proprietà esclusiva della corona.
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