Lezioni deserte, gli studenti chiedono
più sicurezza: «Così peggio che in Dad»

Mercoledì 12 Gennaio 2022 di Lidia Luberto
Lezioni deserte, gli studenti chiedono più sicurezza: «Così peggio che in Dad»

Tanti banchi vuoti, ieri, nelle scuole superiori casertane. Nella maggior parte degli istituti di Caserta e provincia, infatti, gli studenti sono in agitazione e da lunedì disertano le lezioni in segno di protesta. La richiesta comune è il ritorno, almeno per un paio di settimane, alla Dad.
«Le condizioni in cui seguiamo le lezioni in presenza sono ancora peggiori di quelle che abbiamo sperimentato da casa», dice Francesco Ruggiero, rappresentante degli studenti dell'Istituto «Terra di Lavoro». «In classe, nonostante gli sforzi evidenti posti in essere dai dirigenti e dai docenti, non c'è sicurezza. Le promesse non sono state mantenute: le mascherine Ffp2, ormai rese obbligatorie, dobbiamo comprarcele noi, in classe siamo costretti a rimanere con giacche, sciarpe e cappelli, per poter avere il necessario ricambio d'aria. Per non parlare dei trasporti: coloro che vengono dai centri limitrofi sono costretti ad utilizzare mezzi strapieni. Altro che distanziamento». Da qui il ricorso alle autorità. «Abbiamo chiesto un incontro con l'assessore all'Istruzione del Comune di Caserta, Battarra, ma non abbiamo ancora ricevuto risposta», dice Gaia Gargiulo, rappresentante degli studenti dell'Istituto Mattei.

«Sappiamo - spiega - che le scuole superiori non dipendono dal Comune, ma al sindaco, per il tramite dell'assessore, vorremmo chiedere di venire incontro alle nostre esigenze e comprendere le condizioni nelle quali siamo costretti a seguire i corsi. Noi siamo per la scuola in presenza, ma in questa situazione è impossibile proseguire. Perciò sarebbe meglio chiudere per un paio di settimane, nella speranza che la curva dei contagi si appiattisca. Ma anche per dare il tempo a chi dei nostri compagni non ha ancora completato il ciclo vaccinale, di farlo».

Anche a Capua gli studenti sono al secondo giorno di protesta. «Vogliamo una scuola in sicurezza e siamo convintamente per la didattica in presenza. Ma - dice Damiano Schiavone, rappresentante degli studenti del liceo Pizzi di Capua - la nostra richiesta è che ci venga garantito il diritto alla salute accanto a quello allo studio. Mettere la scuola al primo posto non significa aprirla a qualsiasi condizione ma creare le condizioni per renderla praticabile in sicurezza».

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A Marcianise, dove la situazione è analoga come peraltro ad Aversa, Santa Maria Capua Vetere, gli studenti delle superiori hanno protocollato un'istanza al sindaco, all'assessore all'istruzione e al presidente della Provincia, con la quale «vista la situazione legata al contagio del Covid-19 e riscontrate le difficoltà degli alunni, provenienti da zone limitrofe, nel raggiungere le scuole seguendo le disposizioni atte a contenere il contagio, ma anche per esortare tutti i ragazzi alla somministrazione della terza dose del vaccino», chiedono «di promuovere il posticipo del rientro scolastico» e di prevedere la Dad.

Disagi, intanto, continuano a registrarsi nelle scuole primarie, dove il contagio, soprattutto fra il personale, sta mettendo a dura prova l'organizzazione scolastica. «Purtroppo siamo stati costretti ad eliminare la mensa e il tempo pieno per mancanza di collaboratori», dice, dispiaciuta, la dirigente dell'Istituto comprensivo Giannone-De Amicis, Maria Bianco. «Su 26 persone, sono assenti in dieci per problematiche legate al Covid». Se poi a questi disagi inevitabili se ne aggiungono altri frutto di ritardi burocratici o di gestione, i problemi diventano davvero insormontabili. Alcuni degli alunni che frequentano il plesso sant'Agostino e che sono in Dad, non hanno potuto seguire le lezioni per problemi tecnici. Da settimane chiedevamo agli uffici del Comune gli interventi necessari a risolvere il disservizio, ma invano. Così abbiamo comprato noi il materiale che mancava e riattivato, da oggi, la didattica a distanza».
Anche dove le cose vanno meglio si teme il domani. «Per oggi (ieri, ndr) siamo riusciti a gestire assenze, dad, ma non sappiamo se riusciremo a conservare questa condizione. Se dovessero salire i contagi fra i docenti o i collaboratori, le cose potrebbero complicarsi tanto da non poter assicurare il corretto svolgimento didattico», dice Tania Sassi, dirigente dell'Istituto Dante Alighieri.
 

Ultimo aggiornamento: 13 Gennaio, 08:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA