Caserta, trasferimento in vista
per 23 ex dipendenti Jabil

Martedì 7 Settembre 2021
Caserta, trasferimento in vista per 23 ex dipendenti Jabil

Il progetto di ricollocamento e reindustrializzazione degli ex lavoratori della multinazionale elettronica Jabil, con stabilimento a Marcianise - nel Casertano - e con una grave crisi produttiva che ha portato al licenziamento di almeno 220 dipendenti negli ultimi due anni, subisce un'ulteriore e incisiva frenata. Infatti l'azienda sarda Orefice Generators, realizzatrice di generatori elettrici, e che oltre un anno fa aveva assunto dalla Jabil 23 lavoratori, prendendo dalla multinazionale americana fondi per quasi due milioni di euro, ha comunicato ai sindacati la decisione di chiudere lo stabilimento aperto nell'ottobre 2020 nell'area industriale di Pascarola a Caivano (Napoli), e di trasferire i 23 addetti al sito produttivo di Sestu (Cagliari).

La furia dei sindacati non si è fatta attendere, con i metalmeccanici che accusano Andrea Orefice, direttore generale dell'omonima azienda attiva dal 1938, di aver ulteriormente violato gli accordi sottoscritti al Mise, nonostante i fondi avuti per il ricollocamento degli addetti della multinazionale, e di non aver garantito soprattutto che la produzione restasse nel Casertano, o al massimo nell'area attigua. Dal canto suo il direttore generale ha sempre respinto le accuse, e anche oggi incolpa della situazione i sindacati e in misura minore i lavoratori, a suo dire "strumentalizzati dai loro rappresentanti".

«È stata persa un'importante occasione industriale»: queste sono le parole di Orefice. La situazione della multinazionale presentava un quadro critico già da marzo scorso, quando metà dei 23 lavoratori ex Jabil erano stati messi in cassa integrazione, in particolare quelli men formati. A maggio l'azienda aveva presentato la proposta di tornare a lavorare entro un mese, ma i sindacati l'avevano rispedita al mittente, manifestando la loro mancanza di fiducia nel management. Lo scontro rischia ora di inasprirsi ulteriormente - è infatti previsto per domani un incontro on-line all'Unione Industriali di Naoli - e di far letteralmente esplodere la vertenza "madre" Jabil, tutt'altro dall'essere conclusa.La multinazionale americana ha manifestato l'intenzione di procedere ad ulteriori esuberi a Marcianise, e di passare dai 476 addetti attuali a una forza lavoro di 250 unità. Coloro che saranno licenziati dovrebbero essere ricollocati, ma l'esperienza Orefice rischia di rendere tutto più complicato, dati i problemi segnalati anche nell'altra azienda, la Softlab, che ha assunto dalla Jabil circa 200 addetti, la maggior parte dei quali in cassa integrazione a zero ore.

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