Smaltimento rifiuti, la Gisec
aumenta i costi e bacchetta i Comuni

Lunedì 2 Dicembre 2019 di Lia Peluso
La Gisec ha comunicato a tutti i Comuni del Casertano che per l'anno 2019 il costo dei servizi ecologici risulterà superiore a quello precedentemente quantificato. La Gisec spa svolge tutti i compiti e le attività connesse alla gestione delle fasi di smaltimento dei rifiuti urbani indifferenziati e anche quelli connessi alla gestione degli impianti esistenti di competenza della provincia di Caserta. La nota che annuncia la stangata è a firma del cda, Graziella Nuzzo, Donato Madaro e Alessandro Cioffi, della società il cui unico socio è la Provincia di Caserta. Un aumento che ancora non è stato quantificato in maniera dettagliata ma che dovrebbe aggirarsi intorno ai 30 euro a tonnellata oltre iva. Il rincaro sarebbe stato determinato dal «blocco del termovalorizzatore di Acerra e dall'esaurimento della capacità ricettiva - come si legge dalla nota - della discarica Maruzzella III». Nella lettera ai Comuni il cda di Gisec spa ha anche comunicato che la società sta attraversando «una fase di forte squilibrio finanziario, dovendo provvedere all'anticipazione monetaria di oneri non ancora coperti dalla tariffa di conferimento. Per tale ragione si invitano i comuni inadempienti agli obblighi di pagamento e a riconoscere quanto dovuto per consentire alla Gisec il normale funzionamento delle attività». Erano state ampie rassicurazioni, anche dal presidente della Provincia, Giorgio Magliocca che non vi sarebbero stati aumenti dei costi nello smaltimento fuori regione o nazione per fare fronte all'emergenza determinata dalla chiusura del termovalorizzatore per manutenzione programmata.

IL NODO LAVORATORI
La Gisec ha anche un'altra criticità, questa volta riguarda i lavoratori, che sono in stato di agitazione da oltre 20 giorni e non riuscendo ad ottenere un incontro con la società, la prossima settimana hanno annunciato la proclamazione di uno sciopero. L'Unione sindacato di base aveva proclamato lo stato di agitazione aziendale agli inizi del mese di novembre, chiedendo un incontro per discutere l'andamento economico e produttivo dell'impresa, il volume degli investimenti effettuati nel corso dell'anno e la misura di quelli programmati per i prossimi anni, nonché i programmi degli appalti e affidamenti, anche in considerazione dell'acquisizione della nuova unità produttiva, il riferimento è alla discarica Marruzzella III.

LE STRATEGIE
I rappresentanti sindacali dopo aver diffidato la società a «voler tempestivamente convocare un incontro al fine di discutere in merito alla dinamica dei costi produttivi e dei costi di lavoro» alla fine erano riusciti ad ottenere un incontro, due settimane fa, poi rinviato e mai più confermato dalla Gisec e così l'ultima mossa sarà lo sciopero. La sigla sindacale aveva richiesto alla Gisec la riproduzione di un prospetto, redatto in forma anonima, nel quale fossero riportate le posizioni retributive senza i nominativi di tutti i dipendenti e consulenti esterni comprendendo anche ogni elemento accessorio della retribuzione. Il punto nodale della vicenda, messa in evidenza dalle Rsu, riguarda i trasferimenti individuali presso diverse unità produttive rispetto i quali l'Usb lamenta la mancanza di informazione, nonostante quest'ultima abbia carattere obbligatorio, come previsto contrattualmente. Inoltre, dal 2016 la società il cui unico socio è la Provincia e che gestisce gli impianti di smaltimento di rifiuti e le relative discariche ha avviato una procedura di riassetto aziendale rispetto al quale l'Usb si è sempre espressa in maniera contraria, diffidando la Gisec dal voler procedere ad effettuare in maniera unilaterale nuovi bandi di mobilità interna, orizzontale e verticale, nonché dal voler dare il via libere a nuovi inquadramenti professionali, prima di qualsivoglia incontro con i sindacati. © RIPRODUZIONE RISERVATA