La strage degli alberi:
La strage degli alberi:
dietrofront del Comune di Caserta

Domenica 6 Gennaio 2019 di Daniela Volpecina
Alberi da abbattere, l'amministrazione comunale apre alle associazioni ambientaliste. «Subito una task force di volontari con competenze specifiche per tutelare il patrimonio verde». Ad una settimana dagli abbattimenti e dopo il vespaio di polemiche sollevato in città dalle tre determine dirigenziali con le quali il Comune ha affidato a tre diverse società (due di Melito nel Napoletano e una di San Nicola la Strada) l'incarico di rimuovere 160 alberi, per una spesa complessiva di circa 83mila euro, l'Ente fa un parziale dietrofront e si dice pronto a rivedere il numero degli interventi.

«Nelle determine spiega il vice sindaco Franco De Michele è indicato il numero massimo degli alberi da abbattere dopo una prima stima effettuata sul territorio ma sono pronto ad incontrare, anche tra lunedì e martedì, i rappresentanti di Legambiente, Wwf, Lipu e tutti quei volontari che intendono mettere le loro competenze a disposizione del Comune per una valutazione dettagliata sullo stato di salute delle piante». No dunque alla mattanza degli alberi, come si era temuto fino a ieri, sì invece ad un abbattimento selettivo che a questo punto potrà essere effettuato grazie alla disponibilità di botanici, agronomi e ambientalisti volontari. «A Palazzo Castropignano confessa l'assessore - non disponiamo al momento di figure specifiche, non abbiamo nemmeno i giardinieri. Ben venga dunque la collaborazione di chi è pronto a mettere le sue conoscenze al servizio della città».
 
Le essenze certificate come pericolose sono distribuite tra il centro (corso Trieste, via Roma, via Cesare Battisti) e la periferia (Tuoro e Parco degli Aranci in primis). Più complicato invece il discorso legato alla stesura di un piano regolatore del verde che questa città non ha mai avuto. Uno strumento per stabilire la quantità di alberi che devono' essere presenti sul territorio, la scelta delle specie ritenute adatte al contesto urbano, la loro dislocazione, i costi e il tipo di manutenzione. «Non escludo che il Comune possa dotarsi di questo Piano ma ci vorrà del tempo oltre alla collaborazione di tutti». Rassicurazioni infine sulla sostituzione delle piante che verranno rimosse. «La priorità è abbattere gli alberi secchi, quelli irrecuperabili e quelli che presentano condizioni di grave instabilità precisa De Michele - perché vanno tutelate la sicurezza e l'incolumità pubblica. Anche alla luce degli ultimi incidenti e delle continue allerte meteo. E' chiaro che bisognerà poi valutare quali nuove essenze piantare (escludo che si ripetano gli errori del passato scegliendo specie assolutamente non idonee al contesto urbano) e soprattutto capire dove. Anche su questo chiederemo il supporto delle associazioni». Sciolto anche l'arcano sul patrimonio arboreo sottoposto a vincoli ambientali e paesaggistici. Il Comune non sarebbe tenuto ad autorizzazioni particolari dai Carabinieri forestali o dalla Sovrintendenza in caso di alberi di comprovata pericolosità per il cittadino. Una pericolosità che deriva soprattutto dall'incuria e dall'assenza di manutenzione. Queste le principali accuse rivolte all'amministrazione comunale. Sono oltre seicento i cittadini che negli ultimi tre giorni hanno fatto sentire la loro voce, attraverso i social, su questo tema. Tra i sostenitori del dissenso anche il consigliere comunale Antonio Ciontoli che si domanda «da chi sia stata assunta la decisione relativa agli abbattimenti, da chi sia stata condivisa, con quale atto di indirizzo e con quale supporto tecnico-scientifico». «Spero che la città commenta - non debba ancora una volta scontare decisioni solitarie e, per molti aspetti, insensate, clamorose e dannose per l'immagine complessiva di Caserta». Sul caso è tornato anche il presidente del Wwf, Raffaele Lauria, che in una nota inviata al Comune ha chiesto, oltre ad un piano di manutenzione ordinario e straordinario e alla conferma della sospensione del provvedimento di abbattimento indiscriminato, anche di conoscere l'iter previsto per il corretto smaltimento dei rifiuti derivanti da un simile intervento. «Speriamo ha dichiarato che oltre a limitare la rimozione alle sole piante certificate come pericolose, non si debba più assistere agli interventi radicali e deleteri». © RIPRODUZIONE RISERVATA