A Procida l'ultimo lupo e le farfalle di Francesco Niccolini, tra gli ospiti d'onore della seconda edizione del progetto «Il Mondo salvato dai ragazzini»

di Donatella Trotta

Un vecchio e un bambino. E un anziano che ritorna bimbo tutte le volte che rimette piede, per un tacito omaggio rituale, nel cuore segreto di un bosco dove la sua formazione si è compiuta. Con il suo carico di misteri e dolori irrisolti, di luce e di lutto. È disseminato di topoi letterari (e non solo: si pensi a certe canzoni d'autore) fortemente simbolici  Il lupo e la farfalla (Mondadori, pp. 164, euro 16, con le garbate illustrazioni di Carla Manea), il nuovo romanzo per ragazzi di Francesco Niccolini ispirato da un precedente spettacolo teatrale (La grande Foresta) realizzato con Luigi D’Elia - non a caso premio Eolo anche quest’anno, con il suo Zanna Bianca, della natura selvaggia - che firma la postfazione del libro. Perché nel Bildungsroman che racconta la storia postbellica di un bambino vivace - orfano di madre, con un giovane papà mai tornato dalla guerra e perciò cresciuto in un piccolo villaggio di montagna da un nonno vedovo, capocaccia «profumato di legna bruciata, tabacco e polvere da sparo» ma rispettoso dell’equilibrio di un ecosistema fragile e forte – Niccolini annida, in atmosfere sospese, molti temi ultimi e penultimi. Sullo sfondo di quello che diventa il vero grande protagonista del libro: il bosco. Con i suoi misteri, le leggi non scritte della sacralità della vita e della morte e le sue creature: dagli ultimi lupi a rischio estinzione alle eteree farfalle, indice di qualità dell’ambiente ma anche metafora delle metamorfosi e delle sfide necessarie per crescere.

Drammaturgo e sceneggiatore, uomo di teatro, incline a sodalizi artistici speciali e a sconfinamenti di generi, media e linguaggi - dai film e documentari agli spettacoli teatrali, dalla tv alla radio ai libri -, Niccolini è anche autore di testi teatrali per alcuni tra i più importanti attori italiani (tra cui Marco Paolini, Alessio Boni, Enzo Vetrano e Stefano Randisi). Il suo rapporto privilegiato, visionario con le parole, con il loro senso profondo e anche onomatopeico, si riverbera così nella cifra stilistica fluida, evocativa e insieme esatta, leggera e veloce di questo romanzo, capace di interpellare il lettore (di qualunque età) con molti interrogativi: sul rapporto tra uomo e natura, ad esempio; ma anche sulla qualità delle relazioni, sulle responsabilità educative, sul senso vero di un sedicente progresso, sulla fatica di crescere. E di scegliere. Non manca, nel libro fitto di dialoghi e descrizioni d’ambiente - rese dall’autore con una narrazione volutamente neutra in terza persona, a connotarne l’andamento nitidamente classico - persino una inattesa pennellata di giallo: con un litigio tra ragazzini che sfocia in tragedia, con l’irruzione di un trauma - individuale e collettivo – ad alterare gli equilibri comunitari, con la conseguente ricerca di un colpevole e con la facile scelta di un capro espiatorio contro il quale sfogare l’impotente voglia di vendetta: l’ultimo lupo, appunto. Creatura affascinante e intelligente, a lungo penalizzata dall’etichetta soprattutto favolistica di “cattivo” e che invece in questo libro – nella scia di Jack London, Mino Milani e di tanta letteratura attenta alla rivalutazione non soltanto etologica dei lupi, per non parlare delle rivisitazioni ironiche nei fumetti: come l’azzurro Lupo Alberto di Silver – viene restituita alla sua dimensione autentica, e persino comunicativa, in un linguaggio fatto soprattutto di sguardi. E di silenzi.

L’autore ne parlerà, sabato 1° giugno alle ore 10, in un incontro sul tema «La lettura come esperienza di relazione, sperimentazione educativa, libertà di narr/azione progettuale» in programma a Procida, nella Chiesa di Santa Margherita Nuova a Terra Murata, nell’ambito della Festa/Festival conclusiva della seconda edizione del progetto «Il mondo salvato dai ragazzini». A dialogare con docenti e famiglie dell’Isola, con l’autore, ci saranno tra gli altri Patrizia Zerbi Monti, editrice di Carthusia, Barbara Schiaffino, direttrice di Andersen-Il Mondo dell’Infanzia e Luigi D’Elia, educatore ambientale e artista coautore, con Niccolini e il fumettista Simone Cortesi, del graphic novel Aspettando il vento (BeccoGiallo), tra i quattro libri vincitori dell’edizione 2018/19 del premio «Procida salvata dai ragazzini» (insieme con II mio primo libro di poesie d’amore, scritto da Bernard Friot e illustrato da Desideria Guicciardini per Il Castoro; Tinotino Tinotina Tin Tin Tin di Elisabetta Garilli ed Emanuela Bussolati, Carthusia; e Maestri di strada di Vichi De Marchi, Einaudi Ragazzi).

Dopo la conversazione, alle 11.30 nella stessa sede, Luigi D’Elia metterà in scena lo spettacolo Aspettando il vento, ambientato a Torre Guaceto (Puglia) e collegato all’eponimo romanzo a fumetti, con le scenografie realizzate dai ragazzi delle scuole secondarie di primo e secondo grado di Procida partecipanti al progetto culturale, educativo e sociale che culminerà, alle ore 19 di sabato 1° giugno, nella cerimonia di premiazione animata fra il resto dagli interventi musicali di Maurizio Capone della Capone & BungtBangt, da un reading morantiano di Rosaria De Cicco e Nello Mascia e dalla testimonianza della delegazione di ragazzi dell’IC «Don Milani» di Aquileia-Scuola secondaria di 1° grado “Ugo Pellis” di Fiumicello Villa Vicentina (Udine): paese d’origine di Giulio Regeni. E saranno loro, assieme ai bambini e ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado di Procida coinvolti nell’iniziativa, che si alterneranno con i loro lavori, tra gli ospiti d'onore, protagonisti (venerdì alle 11.30, sempre nella Chiesa di Santa Margherita Nuova a Terra Murata) di «Welcome!», spettacolo-omaggio al Mondo salvato dai ragazzini di Elsa Morante che suggella il secondo simbolico gemellaggio con la comunità educante di Procida, dopo quello dell’anno scorso con la Comunità Montana di Vico Equense, guidata dalla preside Alberta Maresca. Ad accompagnare quest’anno i ragazzi ci sarà l'insegnante Michela Vanni, già docente di teatro di Giulio Regeni e della sorella Irene, che per l’occasione porterà una testimonianza dei genitori del ricercatore friulano ucciso in Egitto, per il quale si attende ancora giustizia. 
Mercoledì 29 Maggio 2019, 14:20
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