«Solidarietà e convivenza»: A3F festeggia i suoi primi 25 anni di impegno con un foglio di informazione

Sabato 6 Febbraio 2021 di Donatella Trotta
«Solidarietà e convivenza»: A3F festeggia i suoi primi 25 anni di impegno con un foglio di informazione

Solidarietà e convivenza: sono due le parole chiave di un percorso di venticinque anni di pacifiche lotte per il diritto all’accoglienza, alla casa, alla dignità del lavoro, al riscatto dalla mancanza di libertà. Un quarto di secolo di resistenza (e resilienza) nonviolenta al fianco di migranti di ogni provenienza: intenzionati a condividere con i cittadini italiani l’impegno quotidiano per una società più equa e concretamente solidale, nel rispetto di regole e valori fondanti alla base della nostra Costituzione. L’Associazione 3 Febbraio (A3F) festeggia i suoi primi venticinque anni di cammino e lo fa scegliendo di partire da una corretta comunicazione, con la presentazione e diffusione in anteprima nazionale a Napoli (durante la festa di compleanno organizzata oggi pomeriggio a misura di norme anti-Covid, nello spazio coperto ma aperto della Galleria Principe di Napoli, di fronte al Museo Archeologico Nazionale) un foglio di informazione in più lingue: «Per raggiungere tutti coloro che sono rimossi o confusi dalla comunicazione mainstream e dei social», spiega Gianluca Petruzzo, responsabile nazionale dell’Associazione antirazzista ed interetnica nata appunto il 3 febbraio nel 1996, dopo una imponente manifestazione di circa 50mila persone che sfilarono per le strade di Roma rivendicando «un mondo di tutti i colori», ovvero senza «razzisti e oppressori».

Un’aggregazione laica, sottolinea ancora Petruzzo, «totalmente autofinanziata, apartitica e indipendente, ma fortemente inclusiva: senza però alcun buonismo, pietismo o paternalismo assistenzialistico, Anzi: già dal 2001, sempre fermamente schierata contro guerre e terrorismo, come gli amici immigrati che fanno parte dell’Associazione in un percorso di coscientizzazione condivisa nel rispetto delle diversità di tutti». Così, Solidarietà e convivenza sarà da oggi anche l’organo di informazione periodico di A3F, che cercherà di aggiornare su attualità e memorie, ma soprattutto di far riflettere sulle possibilità della solidarietà e di una migliore convivenza tra le genti, in un momento particolarmente difficile per la storia dell’umanità.

«Ma noi vogliamo festeggiare i nostri 25 anni felici e fieri della nostra storia e sapendo guardare avanti. Per questo, in un presente quanto mai problematico, scegliamo di partire dall’informare: tante infatti sono ancora oggi le menzogne dette e scritte sugli immigrati, poche le verità e le buone notizie di cui pure è ricca la nostra vita», aggiunge Petruzzo. Tra battute d’arresto e progressi, mete raggiunte ed altre ancora da conquistare, in un mondo dove la parola “migrante” viene troppo spesso coniugata al vocabolo (inflazionatissimo) “emergenza”, che porta a erigere muri generando tragedie, il cammino dell’Associazione prosegue così con un pomeriggio “celebrat(t)ivo”, che rinnova le ragioni di un impegno tenace, al fianco di immigrati che possono davvero essere la leva di un cambiamento positivo per la società italiana.

«Oggi più che mai – conclude Petruzzo, filosofo di formazione, impegnato da volontario in progetti di cooperazione internazionale – siamo al fianco di chi emigra per una vita migliore, ma siamo contro la barbarie che si consuma in Bosnia da parte della civile e democratica Europa, che non disdegna di fare accordi con i peggiori dittatori come in Libia o in Turchia. Siamo a fianco di chi accoglie e dà sostegno, e di chi ci sostiene nelle nostre battaglie per i diritti umani: sempre dalla parte dell’umanità, mai dalla parte degli stati, delle frontiere e dei governi che la opprimono. E sempre con la gente: donne, uomini, bambini spesso soli e non accompagnati degni di vivere e di essere accolti».

Una posizione che don Lorenzo Milani, il profetico priore di Barbiana teorico fra il resto della disobbedienza civile, così esemplificava: «Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri, allora io dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri», perché «il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è la politica. Sortirne da soli è l’avarizia». E nessuno si salva da solo, ammonisce di continuo papa Francesco nel suo magistero. Auguri, A3F!

 

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