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Alfa Romeo, doppia sfida Tonale e 2027 solo green

Martedì 29 Marzo 2022 di Gianni Molinari
Alfa Romeo, doppia sfida Tonale e 2027 solo green

Inviato a Pomigliano d'Arco

Il 25 febbraio 2020, quando il mondo stava per finire nel gorgo del Covid, Fca presentò l'operazione Tonale: ossia il traghettamento dello stabilimento Giambattista Vico di Pomigliano d'Arco (Napoli) nel mondo dell'industry 4.0: dell'integrazione tra macchina e rete. Un miliardo di euro di investimenti per «aprire un ennesimo capitolo della storia Alfa Romeo». Un capitolo completamente nuovo che ha comportato non solo la totale ristrutturazione del «building 2» (dove in passato si produceva l'Alfa 147), ma l'«ossessione della qualità», come ha detto, diretto senza fronzoli, il Ceo di Alfa Romeo Jean-Philippe Imparato.

«Perché - ha aggiunto, con altrettanta franchezza - non si dovrà mai più dire è una macchina italiana per alludere ai difetti». Per questo dalla progettazione, allo sviluppo è cambiato metodo e filosofia. Sarebbe il metodo Stellantis, ma non si fa torto alla storia di questo mini-Suv che viene dal mondo Fca, non solo perché, la sua progettazione è cominciata ben prima della fusione, ma perché il lay out dell'impianto e il concept del prodotto hanno la stessa storia. Certo con la fusione c'è una collocazione più chiara nel sistema del nuovo gruppo, una collocazione che attribusce al marchio Alfa Romeo il ruolo di creare valore, piuttosto che volumi (Alfa Romeo ha venduto nel 2021 56mila auto sulle quasi otto milioni di Stellantis). Così come avverrà con Tonale: «Non devo riempire parcheggi (riferendosi ai piazzali degli stabilimenti automobilistici dove vengono collocate le auto in attesa di essere vendute, nda) - ha fissato Imparato - l'80% della produzione sarà realizzata sulla base degli ordini perché l'obiettivo è fare margine sul singolo veicolo». 

Intanto Alfa Romeo nel 2021 ha venduto 20mila modelli negli Usa, mercato che intende ulteriormente sviluppare sia con Tonale (Model Year 2023 sarà presentato appunto nel 2023 in Usa, ultimo dei 31 mercati dove la nuova auto sarà venduta) sia con nuovo B-Suv completamente elettrico. «Questo modello di grandi dimensioni - ha spiegato Imparato - perché è indispensabile per una strategia globale, è programmato per essere presentato a fine 2023». Tonale - che ha due modelli Hybrid da 130 e 160 cavalli - è anche il modello che porterà Alfa Romeo nell'era elettrica: la casa del biscione dal 2027 produrrà solo modelli elettrici (tre anni prima della Bmw che ha fissato la sua dead line nel 2030, mentre a livello europeo l'obbligo scatterà nel 2035). «L'endotermico (cioè i motori alimentati a benzina, gasolio, gas, nda) è morto - ha detto Imparato - noi saremo pronti e anche i clienti lo vorranno: quando con un pieno si fanno 730 chilometri, si ricarica in 20-25 minuti e le prestazioni sono di livello top non ci sarà più nessuna barriera. Bisogna lavorare sulle infrastrutture ma non c'è alternativa come dimostrano anche le vicende di questi giorni».

Alfa Romeo per i prossimi dieci anni avrà un modello nuovo all'anno e crescerà di conseguenza, con l'ampliamento della gamma, anche in volumi: l'obiettivo è quello di arrivare tra 80 e 100mila auto vendute all'anno (il massimo storico della casa del Biscione è stato 180mila nel 1972) ma sempre con il medesimo sistema: produzione guidata dagli ordini perché - ha ripetuto ossessivamente Imparato - «bisogna fare valore e non volumi». 

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Il marchio torna a essere il marchio per il suo pubblico storico che vuole auto belle e graffianti e - assicura Imparato - qualitativamente al top. Per questo è stata ridisegnata la catena dei fornitori che partecipano direttamente al prodotto (ben oltre la fornitura) e perché sulla qualità sono proprio i «pezzi» prodotti all'esterno della fabbrica a esser il punto più gracile. Inoltre è stato disegnato un ruolo «assoluto» per due responsabili - una sorta di monarchi assoluti - del «quality center» slegati da ogni vincolo gerarchico che nella supervisione delle auto prodotte dallo stabilimenbto (e a loro inviate in campioni random) se invididuano anche piccoli disallineamenti (rispetto al progetto) possono bloccare la produzione e far tornare tutto al punto di partenza. E non solo dell'auto che hanno controllato. «Si torna a produrre in serie - ha spiegato con orgoglio Imparato - solo se per i cinque controlli successivi non si riscontra più il disallineamento».

Al successo della Tonale è naturalmente legato anche il rientro dai contratti di solidarietà di tutto il personale. Nel building dove viene prodotta la Tonale è previsto l'impiego - su due turni - di 700 persone (per produrre intorno a 350 auto al giorno, dal lunedì al venerdì): questi numeri si basano su valutazioni prudenti. Ma c'è ottimismo nel management - è parso abbastanza chiaro il direttore dello stabilimento Alessio Leonardi, a Pomigliano dal 2019 e che lo ha ben guidato nei difficili due anni di pandemia - e settembre è visto come il mese per il rientro di tutto il personale (a Pomigliano, un in altro building prosegue la produzione della Panda, la piccola con marchio Fiat che è sempre foriera di grandi soddisfazioni per le sua performace nel mercato). 

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