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Bonus, da assegno unico universale a congedo parentale: tutte le novità per i genitori lavoratori del Family Act

Domenica 10 Aprile 2022
Bonus, da assegno unico universale a congedo parentale: tutte le novità per i genitori lavoratori del Family Act

Si arricchisce il portafoglio degli aiuti e dei bonus a favore dei lavoratori e in particolare delle famiglie. È appena diventato legge con il sì definitivo del Senato, il “Family Act”. Il pacchetto di principi e misure generali arriva al traguardo sostenuto dal consenso di larghissima parte del Parlamento. Ma per le famiglie non c’è soltanto un nuovo assegno unico universale, ci sono anche nuove disposizioni per quanto riguarda la fruizione del congedo parentale. 

Tra le altre novità, gli aiuti per promuovere la genitorialità e la parità tra i sessi all’interno dei nuclei familiari, favorendo l’occupazione femminile e agevolando l’armonizzazione dei tempi familiari e di lavoro e l’equa condivisione dei carichi di cura tra i genitori. Poi ci sono gli incentivi e i bonus per promuovere il lavoro femminile e strumenti fiscali per il rientro delle donne nel mercato del lavoro, in particolare dopo la maternità. E ancora le misure di sostegno alle famiglie grazie ai contributi destinati a coprire, anche per l’intero ammontare, il costo delle rette relative alla frequenza dei servizi educativi per l’infanzia, fondamentali per i genitori che lavorano. Infine c’è l’offerta di servizi per l’infanzia in grado di tenere conto delle varie esigenze dei genitori, e ottimizzare i costi.

 

 

Il Family Act aprirà la porta nel 2022 anche a specifici sgravi fiscali per il mondo del lavoro, sia per le aziende che per i genitori lavoratori, con lo sviluppo di forme di welfare aziendale aventi ad oggetto misure di sostegno all’educazione e alla formazione dei figli nonché alla tutela della loro salute, anche mediante appositi strumenti assicurativi. I bonus sul lavoro Entro 24 mesi uno o più decreti legislativi per il riordino e il rafforzamento delle misure volte a incentivare il lavoro femminile. Oltre a una modulazione graduale della retribuzione percepita dal lavoratore nei giorni di assenza dal lavoro nel caso di malattia dei figli, fatte salve le condizioni di maggior favore stabilite dai contratti collet­tivi di lavoro, è prevista l’approvazione di un nuovo sgravio contributo per le imprese – nel limite di risorse programmate – a favore delle imprese per le sostituzioni di maternità, per il rientro delle donne al lavoro e per le attività di formazione ad esse destinate. Ai bonus destinati alle donne, poi, andrà una parte del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, da riservare all’avvio delle nuove imprese femminili e al sostegno della loro attività per i primi due anni. 

Poi c’è un bonus sud per rafforzare le misure volte a incentivare il lavoro femminile nelle regioni del Mezzo­giorno. Ci saranno ulteriori incentivi per favo­rire l’emersione del lavoro sommerso in ambito domestico, con particolare riferimento alla condizione delle lavoratrici del settore. E ancora un bonus formazione in materia finanziaria delle imprenditrici e per la digitalizzazione delle imprese. 

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La nuova disciplina prevede: per i genitori lavoratori la possibilità di usufruire dei congedi parentali fino al compimento di un’età del figlio in ogni caso non superiore a 14 anni. Sono sul tavolo anche modalità flessibili nella gestione dei congedi parentali, compatibilmente con le forme stabilite dai contratti collettivi di lavoro applicati al settore, tenendo conto della specificità dei nuclei familiari monogenitoriali. Per i genitori lavoratori, poi, c’è la possibilità di usufruire, previo preavviso al datore di lavoro, di un permesso retribuito, di durata non inferiore a cinque ore nel corso dell’anno, per ciascun figlio, per i colloqui con gli insegnanti e per la partecipazione attiva al percorso di crescita dei figli. Inoltre, i permessi per le prestazioni specialistiche per la tutela della maternità, eseguite durante l’orario di lavoro, possono essere riconosciuti al co­niuge, al convivente ovvero a un parente entro il secondo grado. Infine c’è un periodo minimo, non inferiore a due mesi, di congedo parentale non cedibile all’altro genitore per ciascun figlio, prevedendo altresì forme di premialità nel caso in cui tali congedi siano distribuiti equamente fra entrambi i genitori.

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