Cellulari, auto e rubinetti, a gennaio saltano i bonus: mancano i decreti attuativi

Martedì 5 Gennaio 2021 di Francesco Bisozzi
Cellulari, auto e rubinetti, a gennaio saltano i bonus: mancano i decreti attuativi

Tutti pazzi per i nuovi bonus, ma per molti degli incentivi che hanno trovato spazio in manovra bisognerà attendere i decreti attuativi. Risultato? Chi a gennaio conta di riscuotere il bonus smartphone o quello idrico, giusto per fare un paio di esempi, rimarrà deluso. Prendete il nuovo bonus auto per i redditi bassi, quello che dà diritto a uno sconto del 40% sul prezzo di listino in caso di acquisto di un’auto elettrica per i nuclei con un Isee non superiore a 30 mila euro. Le modalità per l’erogazione del contributo devono essere definite attraverso un apposito decreto del ministero dello Sviluppo economico e del Mef che, verosimilmente, non sarà pronto prima della fine del mese. Dunque l’agevolazione risulterà off limit almeno fino a febbraio. Ma questo è solo uno dei tanti bonus a scoppio ritardato del 2021. Il problema è che non si tratta di norme auto-applicative e visto che non sono previste sanzioni per i decreti che giungono in ritardo spesso i tempi per riscuotere gli “aiuti” si allungano all’inverosimile, basti pensare a com’è andata con il Tfs per gli statali, vittima di una via crucis amministrativa che ha ritardato di un anno il varo del Dpcm che ne autorizzava l’emissione.  

Molto si è parlato del bonus smartphone contro il divario digitale di cui beneficeranno i nuclei con Isee inferiore in questo caso a 20 mila euro. Il telefonino di Stato sarà dato in comodato gratuito per un anno a un solo componente del nucleo familiare richiedente, ma non verrà consegnato prima di marzo. Se andrà bene, se cioè, i tempi saranno rispettati al minuto. Il cosiddetto kit per la digitalizzazione previsto dalla manovra, per diventare operativo necessita pure lui di un decreto, questa volta del Presidente del consiglio e del ministero per l’Innovazione, che entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di Bilancio sono chiamati a stabilire le modalità di accesso all’incentivo.

Altro bonus al rallentatore? Quello idrico che mette in palio fino a mille euro, da utilizzare entro il 31 dicembre di quest’anno per le spese sostenute per sostituire sanitari e rubinetti con apparecchi a limitazione di flusso d’acqua. Entro la fine di febbraio è atteso un decreto del ministero dell’Ambiente che faccia chiarezza sulle modalità di accesso a quello che già tutti chiamano bonus rubinetti. Meglio armarsi di pazienza. E ancora. Il bonus occhiali ha il valore di un voucher da 50 euro che si tramuterà in uno sconto al momento dell’acquisto. Lo sconto spetta non solo per l’acquisto di occhiali da vista correttivi, ma può essere richiesto anche in caso di acquisto di lenti a contatto.  

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L’incentivo si rivolge ai contribuenti con un reddito familiare Isee inferiore a 10 mila euro. Il bonus però non si può ancora toccare con mano: l’emendamento che ha inserito il contributo in manovra rimanda per la definizione dei criteri di riconoscimento e assegnazione del bonus occhiali 2021 a un decreto del ministero della Salute, da emanare di concerto con il ministero dell’Economia. Insomma, gennaio sarà il mese bianco dei bonus introdotti dalla legge di Bilancio. Chi sperava di ricevere già in questi giorni lo smartphone di Stato o di ottenere lo sconto di 50 euro su un nuovo paio di occhiali farà bene a mettersi l’anima in pace. Ma gli esempi di bonus bradipi non finiscono qui. Incentivo che vuoi, decreto ministeriale che devi aspettare: la manovra stanzia altri 100 milioni di euro per favorire il rinnovo o la sostituzione di televisioni (il bonus tv) che non ricevono programmi trasmessi con le nuove tecnologie. Il comma dedicato alle modalità operative per l’attuazione della disposizione stabilisce che entro 45 giorni venga adottato un decreto del ministero dello Sviluppo economico, di concerto con quello dell’Economia.

In stand-by pure il nuovo bonus mobili (elevato il tetto di spesa da 10 mila a 16 mila euro) visto che le modalità per accedervi richiedono precise indicazioni dell’Agenzia delle Entrate. La buona notizia in compenso è che pure alcuni malus scatteranno in ritardo perché privi dei decreti necessari a far spiccare loro il volo. La revisione dell’auto per esempio da quest’anno costerà di più: l’aumento è di quasi 10 euro (9,95 per l’esattezza) e impatterà sia su chi si reca nei centri privati convenzionati per far controllare il proprio veicolo sia su chi invece preferisce rivolgersi direttamente alla motorizzazione civile. Schivare l’incremento però è possibile, a patto di sbrigarsi. Per diventare operativo l’aumento necessita di un decreto del ministero dei Trasporti, che non arriverà prima di fine mese. 

Ultimo aggiornamento: 19:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA