Covid, nuova stretta: «Smart working al 70% nella Pa», danni per tre imprese su quattro

Lunedì 12 Ottobre 2020 di Marco Conti e Diodato Pirone
Covid, nuova stretta: «Smart working al 70% nella Pa», danni per tre imprese su quattro

Un colpo alla movida e una mano tesa al pubblico impiego. Niente più locali aperti dopo le 23 e spingere il lavoro da casa dei dipendenti dei pubblici uffici sino al 70%. Le misure, che saranno contenute in un nuovo decreto del presidente del Consiglio, puntano a contenere al massimo spostamenti e assembramenti. Il problema di come ridurre la circolazione delle persone, e di conseguenza del Covid, è stato ieri al centro della riunione del Comitato tecnico scientifico che ha avanzato delle proposte che oggi pomeriggio il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia valuterà con i presidenti di regione.

 

Covid, i nuovi orientamenti


Obiettivo del governo è quello di rendere quanto prima operative le misure, senza quindi attendere la scadenza del precedente dpcm fissata per il 15 del mese. Nell’esecutivo non tutti sono favorevoli ad inasprire le misure e se la discussione dovesse riaccendersi per le resistenze renziane o dei presidenti di regione, il dpcm potrebbe slittare ma non oltre la giornata di mercoledì quando scadono le precedenti misure. Dopo la riunione che i ministri Boccia e Speranza avranno con le regioni, toccherà a Conte tirare le fila e firmare il dpcm
Le uniche attività produttive che risentiranno della nuova stretta sono quelle legate alla ristorazione con i locali dove si consuma in piedi che dovranno chiudere alle 21 e dove invece ci si siede alle 24. Un giro di vite che li salva da provvedimenti di chiusura disposti da altri paesi e che soprattutto salva da possibili interventi altri settori - a cominciare dalla scuola - che aiutano la diffusione del virus ma che sono ritenuti più importanti.


I TETTI
Ciò che è già passato come misura effettiva è l’obbligo della mascherina da indossare sempre e non solo in luoghi chiusi o quando è impossibile il distanziamento. Giro di vite sugli eventi pubblici, sulle manifestazioni e sulle feste anche in casa (non più di sei persone), anche perché si è appurato che il 75% dei contagi avviene tra le mura domestiche. Le mascherine vanno utilizzate anche per l’attività motoria all’aperto, dunque per camminare ma non per fare jogging e footing, che rientrano invece nell’attività sportiva, come specificato ieri dal ministero dell’Interno. 
Abbassato il periodo di quarantena che passa da due settimane a dieci giorni e i positivi, per uscire dall’isolamento, non avranno più bisogno del doppio tampone negativo ma ne basterà uno.

 

Il Cts ha individuato 4 diverse tipologie di situazioni: i positivi asintomatici, i positivi sintomatici, i positivi asintomatici che non riescono a negativizzarsi e i contatti stretti. I primi dovranno osservare 10 giorni di quarantena, dalla diagnosi di positività, e poi sottoporsi ad un tampone molecolare; anche i sintomatici dovranno fare 10 giorni di isolamento, ma prima di sottoporsi all’unico tampone molecolare previsto dovranno aver passato almeno 3 giorni senza sintomi. Per i contatti stretti, dopo 10 giorni di quarantena, sarà invece possibile effettuare il test rapido dai medici di base.


La decisione di portare fino a quota 70% lo smartworking dei dipendenti pubblici sembra destinata a provocare forti polemiche. Secondo un recente sondaggio effettuato su 3 mila imprese aderenti alla Confartigianato, il 69% delle micro e piccole imprese lamenta grandi difficoltà per accedere ai servizi pubblici gestiti con lo smart working. «Le criticità denunciate dalle piccole imprese nella nostra rilevazione – ha sottolineato Giorgio Merletti, presidente della Confartigianato al Sole 24Ore – dimostrano che la Pa deve riorganizzarsi per consentire ai dipendenti pubblici di svolgere i propri compiti in modo efficiente, pur operando in smart working. Non è tollerabile che, oltre alle difficoltà della crisi, gli imprenditori debbano subire anche problemi di accesso ai servizi pubblici». Secondo la gran parte degli imprenditori che hanno risposto al sondaggio lo smart working della Pa sta diventando una comodità per chi ne usufruisce ma con effetti negativi per imprenditori e cittadini utenti a causa di un uso modesto dei mezzi informatici.


Durante il lockdown la gestione dei flussi di big data da parte degli uffici pubblici avrebbe consentito di rendere più efficaci e rapidi gli interventi nei confronti delle imprese. Ma così non è stato. «Lo testimonia l’erogazione dei contributi alle imprese - ha detto Merletti - la Pa pur possedendo i dati degli imprenditori obbligati dal 2019 alla fatturazione elettronica, non li ha utilizzati. Questo impone agli imprenditori lunghe trafile burocratiche per dimostrare requisiti di ricavi e fatturati che l’amministrazione già conosceva».
 

 

LAVORO DA REMOTO

Dipendenti pubblici,
la mossa per
limitare i contatti

 

Potenziamento del ricorso allo smartworking dei dipendenti pubblici in arrivo. Tra le ipotesi al vaglio del governo c’è infatti la possibilità di introdurre negli uffici pubblici la soglia minima del 70%. Dopo che a settembre è iniziato il rientro in sede dei dipendenti pubblici, attualmente lavora in smartworking il 50% dell’organico. La nuova regola ha lo scopo ovviamente di limitare i contatti tra i colleghi ma anche di alleggerire il trasporto pubblico.

 

ORARI DEI LOCALI

Bar e ristoranti chiusi
alle 23 e dalle 21
niente bibite in piedi

 

La movida è stato dimostrato che è uno dei principali veicoli di contagio del virus. Soprattutto tra i giovani. Per cui nel Dpcm arriveranno regole stringenti per mettere un freno agli assembramenti serali e notturni. Dalle 21 fino all’alba non sarà più possibile consumare in piedi cibo e bevande all’interno dei locali e così anche negli spazi esterni (strade e piazze) adiacenti agli stessi locali. A ogni modo bar e ristoranti dovranno chiudere alle 23.

 

EVENTI PRIVATI

Non più di trenta
invitati a matrimoni
e ricevimenti

 

Chi sogna per il proprio matrimonio il grande ricevimento con centinaia di invitati, è meglio che programmi l’evento al post-Covid. Nelle nuove disposizioni torneranno i limiti ai partecipanti alle feste nei locali pubblici: massimo trenta persone. Vale anche per battesimi, cresime, lauree, diciottesimi , compleanni anche di figli piccoli, e ogni altro tipo di ricevimento. Limiti ancora più stringenti (non più di sei persone), o addirittura il divieto, potrebbero arrivare per le feste nelle case private.

 

 

SPORT

Calcetto, basket
e pallavolo: niente
partite amatoriali

 

Niente più partite di calcetto settimanali con il proprio gruppetto di amici. Tra le nuove restrizioni è all’esame anche il divieto di praticare sport amatoriali “di contatto”. Quindi anche il calcetto. Ma non solo: basket e pallavolo, ad esempio, sarebbero parimenti vietati. E così il pugilato o il judo e tutte le arti marziali. Il divieto, come detto, vale solo per gli sport amatoriali. I professionisti potranno continuare ad allenarsi e giocare con le regole di oggi.

 

MASCHERINE

Bocca e naso
coperti ovunque 
Poche deroghe

 

Mascherine sempre all’aperto, e se possibile anche in casa quando si ricevono estranei. E ben sistemate su naso e bocca. Chi fa il furbo portandole sotto il mento o lasciando le narici scoperte sarà sanzionato. Le mascherine vanno utilizzate anche per l’attività motoria all’aperto, dunque per camminare. Sono invece esentati lo jogging e il footing, che rientrano nell’attività sportiva non di contatto.

 

EVENTI PUBBLICI

Stadi, cinema, teatri
in forse il taglio
degli spettatori

 

In forse ulteriori limitazioni alla partecipazione del pubblico agli eventi sportivi, a partire da quelli in stadi e palazzetti, e agli spettacoli aperti al pubblico in teatri, cinema e sale da concerto. La norma attualmente in vigore consente la presenza di mille persone all’aperto e di 200 al chiuso e l’intenzione del governo, su suggerimento del comitato tecnico scientifico, sarebbe quella di dimezzare questi numeri.

 

QUARANTENA

Nei casi sospetti
basteranno 10 giorni
di isolamento

 

La quarantena per chi è positivo potrebbe accorciarsi. Tra le novità del nuovo Dpcm ci sarebbe proprio il taglio di 4 giorni al periodo di isolamento. In pratica la quarantena passerebbe da 14 a 10 giorni e per essere considerati guariti sarà sufficiente un solo tampone negativo e non i due richiesti attualmente. In questo modo si alleggeriranno le strutture pubbliche che eseguono i tamponi e contemporaneamente le persone potranno tornare prima alla loro vita.

Ultimo aggiornamento: 11:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA