Partite Iva tra bonus, regime forfettario e ristori: domande e risposte

Venerdì 22 Ottobre 2021 di Nando Santonastaso
Partite Iva tra bonus, regime forfettario e ristori: domande e risposte

Un vademecum per fare chiarezza su tutte le scadenze fiscali delle partite Iva, il regime forfettario e i contributi a fondo perduto, con tutte le indicazioni pratiche e la risposta alle domande più frequenti. In collaborazione con l'Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Napoli, risponde Antonio Esposito

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Che cosa è il regime forfettario per le partite Iva e come si applica concretamente?

Il “regime forfettario” determina il reddito applicando una percentuale ai ricavi fatturati (imprese) o incassati (professionisti) annualmente della persona fisica con partita Iva. Per esempio, un architetto incassa euro 30.000 nel 2021, il suo reddito è pari ad euro 23.400 (ossia il 78% di 30.000) senza possibilità di detrarre dai ricavi i costi che ha sostenuto. Su questo reddito “forfettario” si calcolano i contributi previdenziali dovuti e l’imposta sostitutiva (dell’irpef e delle addizionali) da pagare. Il contribuente che sceglie il regime forfettario non è tenuto ad emettere fatture elettroniche e soprattutto non deve applicare l’Iva al ricavo fatturato.

È vero che il governo vuole introdurre il cosiddetto modello duale di tassazione modificando Ires e trattenute sul reddito d'impresa? Cosa cambierebbe?

Si, il governo sta per modificare il modello di tassazione delle persone orientandosi verso un modello duale che tassa i redditi: da capitale con una sola aliquota e da lavoro con diverse aliquote, più basse di quelle attuali ma che crescono all’aumentare del reddito. Anche il criterio di tassazione del reddito d’impresa sarà semplificato avvicinando il risultato di bilancio al reddito da tassare.

I lavoratori autonomi possono chiedere la Cassa integrazione?

La cassa integrazione spetta ai lavoratori dipendenti (esempio operai, impiegati, quadri, lavoratori assunti con contratti di inserimento, lavoratori part-time, lavoratori intermittenti e lavoratori con contratto di lavoro ripartito), non spetta invece ai lavoratori autonomi.

È vero che il governo ha prorogato fino al 31 dicembre 2021 l'esonero dai contributi previdenziali per le partite Iva?

Il governo ha previsto un esonero parziale dal versamento dei contributi previdenziali dovuti a titolo di acconto per l’anno 2021 dalle partite Iva che hanno anche subito un calo di fatturato nel 2020 rispetto al 2019. Ad oggi sappiamo che ogni partita Iva potrà beneficiare al massimo di un esonero pari ad euro 3.000, ma non sappiamo a quanto ammonta con precisione tale esonero.

È vero che sono stati previsti nuovi contributi a fondo perduto per le partite Iva in relazione all'emergenza Covid?

Ad oggi, solo alcune partite Iva possono presentare ancora diverse domande per contributi a fondo perduto legati all’emergenza Covid, come, ad esempio, alcune agenzie di viaggi, agenzie di animazione, imprese turistico-ricettive o soggetti con ricavi tra 10 e 15 milioni di euro.

Anche le Regioni possono o hanno già previsto nuovi sostegni?

Le Regioni prevedono periodicamente nuove misure di sostegno; ad oggi, però, la maggior parte dei bandi regionali aperti non sono legati all’emergenza Covid. Ad esempio, la Regione Campania ha previsto sostegni per alcune imprese agricole e di smaltimento rifiuti. 

Ultimo aggiornamento: 23 Ottobre, 08:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA