Un albo per prostitute in ogni comune: il Veneto discute la legge

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Un "albo" professionale per le prostitute del Veneto. Arriva in Consiglio regionale un progetto di legge, di iniziativa statale, che mira a regolamentare la prostituzione, istituendo appositi "albi" di iscrizione per le "lucciole", registrati nei Comuni, con l'identità di chi pratica questa attività. Il Pdl del consigliere Antonio Guadagnini (Siamo Veneto) - riferisce il Gazzettino - arriverà oggi all'attenzione della commissione sanità del Consiglio, convocata nella sede di Palazzo Ferro Fini.

La regolarizzazione prevede la possibilità di esercitare la prostituzione anche in «forme associate», ma senza turbare «la quiete, la sicurezza, e l'ordine pubblico». Il sesso a pagamento non potrebbe mai essere esercitato in strada. In base alla proposta di legge, composta di 15 articoli, le 'lucciolè sarebbero tenute al pagamento degli oneri per sanità, previdenza e fisco, e avrebbero l'obbligo di mantenere la totale riservatezza dell'identità dei clienti. Previsto anche un certificato di idoneità sanitaria.
Giovedì 14 Febbraio 2019, 07:06 - Ultimo aggiornamento: 14-02-2019 11:52
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2 di 2 commenti presenti
2019-02-15 05:56:30
finalmente si comincia a ragionare!con le case chiuse c'è più tranquillità per tutti,senza le prostitute per strada.
2019-02-15 06:34:31
Sono anni che se ne parla ma dobbiamo ricordarci che in Italia ospitiamo il Vaticano. Per i "papponi" sarebbe un duro colpo perchè è a loro che le lucciole devono dare gli incassi. E' inutile fare finta di non sapere ma questa attività c'è sempre stata e sempre ci sarà tanto vale regimentarla e proteggere chi la pratica sia dal lato della salute sia dal lato sociale. Provate a chiedere a qualche vecchiardo come funzionavano le "case chiuse" prima della legge Merlin che le chiuse: facevano lo stesso mestiere di oggi solo con una buona protezione e non lavoravano dietro i cespugli all'aria aperta.

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