Napoli: dieci ore di attesa per trovare posto in un altro ospedale, donna muore

di Melina Chiapparino

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«E' morta per aver atteso troppe ore un trasferimento dall'ospedale dove mancava persino il termometro». A parlare sono i familiari di Anna Rosaria Olmo, 66enne napoletana assistita venerdì scorso al San Giovanni Bosco, il presidio della Doganella dove la donna è giunta perché non riusciva più a urinare. I figli della paziente, deceduta domenica dopo il suo trasferimento al Cardarelli, hanno richiesto tutta la documentazione medica riguardo la mamma per denunciare ciò che ritengono in qualche modo, la causa della sua morte.

«Verso le 11 del mattino, abbiamo portato mamma al pronto soccorso del San Giovanni Bosco dove era stata assistita egregiamente anni fa per alcune patologie-spiega Marco de Chiara, uno dei figli - stavolta siamo arrivati al punto che dopo ore di permanenza al pronto soccorso, ho dovuto comprare un termometro in farmacia perché non ne trovavano e mia madre aveva 40 di febbre». Secondo la ricostruzione fornita dai parenti della donna, dopo le prime operazioni di assistenza sanitaria e un'ecografia che aveva individuato il blocco delle vie urinarie, «sono trascorse troppe ore per il trasporto della paziente in un altro ospedale».

«Ci hanno detto che era necessario un ricovero in un reparto di Urologia per operarla - spiega Marco - dal momento che non c'è questa specialistica al San Giovanni Bosco, ci aspettavamo il trasferimento in strutture competenti invece solo alle 21 l' hanno portata con un'ambulanza al pronto soccorso del Cardarelli». Nel presidio della zona collinare, come da protocollo, i sanitari hanno dovuto ripetere tutti gli esami diagnostici e anche una Tac, accertando la presenza di un'infezione e ricoverando la donna in Medicina d' urgenza fino al trasferimento, sabato pomeriggio, nel reparto di Rianimazione dove la paziente è deceduta alle 23.10 di domenica.

«Si tratta dell'ennesimo possibile episodio di malasanità in Campania - spiega Riccardo Vizzino, avvocato che sta seguendo i familiari della donna- all’ospedale San Giovanni Bosco si è manifestata una condizione altamente disagiata e a dir poco irrispettosa della dignità del paziente con lunghe ore di attesa e l’assenza di strumentazione idonea ed adeguata alla cura della stessa, compreso un banale termometro». 

«Siamo pronti alla formulazione dell’esposto dinanzi alle competenti autorità al fine di far emergere le eventuali responsabilità di tipo penale» ha concluso Vizzino mentre dai vertici della struttura ospedaliera a fornire chiarimenti è Roberto Rago, direttore del San Giovanni Bosco che specifica «abbiamo i termometri ma bisogna attendere il proprio turno soprattutto quando il pronto soccorso è affollato». 

«La paziente è stata sottoposta a tutte le possibili cure che potevano esserle fornite nel nostro presidio dai tracciati alla terapia antibiotica - spiega Rago - ci sono le ricevute dei fax che mostrano la ricerca effettuata più volte dai sanitari per trovare un posto in Urologia presso gli ospedali dotati di questo reparto ma nonostante i ripetuti tentativi e le richieste inviate al 118 e alle centrali Core e Cot non è uscita nessuna disponibilità ». «Per questi motivi è per evitare altre attese- conclude Rago - la paziente è stata trasportata al pronto soccorso del Cardarelli che comunque è dotato del reparto». 
Martedì 14 Maggio 2019, 19:50 - Ultimo aggiornamento: 15 Maggio, 23:00
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5 di 13 commenti presenti
2019-05-14 20:21:09
Ho appena commentato una buona azione di sanità che subito ci ritroviamo, come sfortunatamente molto spesso succede, un caso di cattiva sanità. Deprimente.
2019-05-14 21:00:56
Per quei figli il dubbio rimarrà per sempre se la mamma poteva essere salvata. Ridicola la scusa della mancanza del termometro e che lede la dignità dei sanitari doversela inventare. Su Amazon con poche decine di euro esistono precisissimi termometri digitali che danno la temperatura istantaneamente senza toccare il paziente io ne ho uno. Ma di cosa stiamo parlando. Punite coloro che non fanno il loro dovere.
2019-05-15 11:56:14
Penso che occorra una rivoluzione copernicana in grado di ribaltare completamente la situazione di fatto nella Sanità Campana e napoletana; nella fattispecie, da ultimo cittadino, mi domando perchè non utilizzare la struttura del Policlinico come "P.S..-Cardarelli 2" vicino logisticamente e già ben attrezzato. E' impensabile che Edifici, Impianti, Laboratori, Specialisti, Infermieri, ed impiegati, tecnici ed amministrativi, siano sotto utilizzati e per l'orario (alle 14,00 tutto spento ) e per l'enorme potenzialità immobilizzata perchè considerata solo area di ricerca e studio. Poi ti accorgi che da anni,a 500 metri, si affoga nella disorganizzazione e nella disperazione più assoluta(Il reparto medicina d'urgenza sembra un ospedale di Kabul) e la rabbia ti assale. E' vero che tutti vogliono andare al Pronto Soccorso del Cardarelli, sicuramente per la bravura di medici ed infermieri, ma così accade che codici rossi e gialli non trovino posti disponibili nè i ricoveri nei reparti. Occorrerebbe raddoppiare la capacità di offerta del Servizio con un P.S. vicino ed attrezzato e con reparti di urgenza correlati e lì, al Policlinico ci sono e sono eccellenti. Utopia o impossibilità?
2019-05-14 22:42:51
Quanto e’ successo, inqualificabile nella sua gravita’, porta ad una considerazione drammatica tanto più se inquadrato in questa stucchevole autocelebrazione di De Luca. La povera signora Olmo ha concluso tragicamente la Sua esistenza, nella Rianimazione.del Cardarelli,dove e’ stata trasferita ,da quanto si evince senza prreavviso come approdo all’ultima spiaggia costituta dal Pronto Socccorso Ovvero come sarebbe accaduto dieci, quindici anni fa e come purtroppo continua ad accadere. Mi chiedo: ma a cosa e’ servito l’Ospedale del Mare, le chiusure di una serie di Presidi che pure svolgevano la loro funzione assorbendo una parte della richiesta sanitaria, contrabbandata per “rimodulazione e riconversione delle Strutture Sanitarie regionali” se poi l’unica strada porta sempre ed invariabilmente al Cardarelli?
2019-05-15 17:15:16
Ieri tutti a lamentarsi di quel signore che,dopo ore di attesa al pronto soccorso,era andato in escandescenza oggi nessuno parla.La mia domanda è sempre la stessa:avete mai sentito di qualche politico o parente di persona importante attendere ore ed ore o girare per ospedali per essere curato?Io mai.

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