NaStartup Day al Porto di Napoli,
summit per la sfida dell'innovazione

di Lucio Toscano

Nella sede di Alilauro situata al Molo Beverello si è tenuta oggi la 55esima edizione del Na Startup Day, la vetrina per tutte le startup che presentano le loro idee alla community degli investitori e degli imprenditori. L’evento è stato organizzato dall’associazione NAStartUp in collaborazione con Alilauro Volaviamare, CampaniaStartup e Vulcanicamente. Nastratup sviluppa mensilmente questa kermesse gratuita per le idee e le imprese startup e Networking per l’ecosistema dell’innovazione. Sponsor dell’ evento Sintesisud e Ideasolutions.
 

L’evento si è svolto su tre fronti: alle 17 si è svolto il Seafront Summit, un incontro tra esperti per discutere sull’utilizzo delle startup e della tecnologia hi-tech all’interno del porto di Napoli. L’incontro si è svolto con degli interventi moderati da Gaiancarlo Donadio. In collegamento via skype sono intervenuti Riccardo Monti (AD Triboo), Davide Dattoli (Fondatore di Talent Garden) e Eleonora Chioda(autrice del libro Silicon Valley) che hanno illustrato l’importanza della digitalizzazione nell’industria portuale per attrarre operatori giovani e creare posti di lavoro; hanno rimarcato l’importanza della valorizzazione del territorio e della necessità che le imprese incontrino le startup. “C’è bisogno di creare condizioni positive per il territorio, la creazione di un network è fondamentale per non guardare solamente agli interessi del singolo ma dell’intero ecosistema”, ha detto Dattoli. Ci sono state poi le parole di Salvatore Lauro, presidente di Alilauro Volaviamare, e Pietro Spirito (Autorità di sistema Portuale del Mar Tirreno) che hanno parlato della grande necessità per il Porto di Napoli di aprirsi alle innovazioni e alla possibilità di offrire lavoro a chi possa migliorare i servizi per soddisfare il grande numero di persone che arriva nel capoluogo campano via mare (ben 8 milioni di passeggeri). Spirito ha rimarcato come “Nel Porto di Rotterdam abbiano avviato un progetto, Port XL, che utilizza il network per rendere il mare all’avanguardia e lo stesso deve avvenire a Napoli dove se non ci apriamo alle nuove tecnologie rischiamo di restare fuori dal mondo”. Molto chiaro è stato poi il director di NaStartup Antonio Prigiobbo nel sottolineare che” Bisogna trovare più modelli di investimento nelle startup, non solo il pubblico e il privato. Il Porto è il centro della città ed è un punto strategico fondamentale che deve essere sfruttato al massimo, sogniamo un porto come una grande Startup. Siamo contenti della folta presenza di oggi che dimostra ancora una volta la fiducia data al nostro progetto e siamo fieri di essere arrivati alla 55esima edizione dopo 5 anni e mezzo di attività che ha fatto nascere più di 300startup nel territorio”.

Alle 17:30 è iniziato l’interessante corso di Project Management che ha visto la partecipazione di tanti giovani ragazzi che hanno potuto approfittare delle conoscenze di Paola Mosca, presidentessa del PMI-SIC(Project Managing Institute – Southern Italy Chapter). Alle 18 ha avuto poi inizio il NaStartup Day con le presentazioni a cura delle startup presenti in sala che sono state moderate da Susanna Sanseverino. I settori intercettati sono stati tra i più vari, dalla logistica al turismo passando per l’agricoltura e il food.

CARGUP: Startup nata per la digitalizzazione della spedizione delle merci. Può portare parecchi vantaggi dal punto di vista dei costi di gestione e della velocità (settore oggi troppo lento nelle operazioni). Si basa su una piattaforma ICloud che costruisce un ecosistema logtech tra gli operatori del settore, dal mittente al trasportare fino al destinatario.

HEARTH: L’idea nasce per valorizzare il territorio e le aree rurali che troppo spesso vengono dimenticate. Questa startup ha creato una rete di operatori che mostra le informazioni e i siti più importanti da visitare all’interno di un Comune. Il termine Hearth significa focolare, un focolare che vuole dare luce al territorio: obiettivo infatti è anche dare risalto ai luoghi della Campania nascosta.

3BEE: Grazie al network di questa startup è stata creata un app per il controllo elettronico dello stato di salute degli animali. Essa serve ad evitare che negli allevamenti intensivi si utilizzino troppi antibiotici (oggi ne viene utilizzato circa l’80% di quelli in produzione). L’obiettivo è quindi dare un feed all’allevatore per ottimizzare i trattamenti sanitari. Con questa startup collabora già Bayer, colosso dell’industria farmaceutica.

GUSTAVOLO: Questa startup ha creato un app che permette di vincere un premio dopo aver prenotato in un ristorante. Si vuole fornire al cliente un’esperienza divertente e al ristoratore una migliore gestione delle prenotazioni. L’app permette un instantwin per il cliente del ristorante che comprende viaggi o visite a luoghi di cultura della città.

PAM: Primo mercato di foto artistiche accessibile con un tetto massimo di 400 euro per chi vuole acquistare le foto messe a disposizione da una serie di ottimi fotografi. L’idea di questa startup è utile per chi vuole abbellire una casa o un ufficio con delle belle opere senza spendere cifre spropositate. Nuovi fotografi possono candidarsi al portale creato da PAM e partecipare al progetto.

SHOWDESK: Associazione no-profit culturale attiva dal 2009, dapprima spazio di condivisione tra gli artisti e le curatele del territorio divenuta poi un’opportunità formativa per gli artisti lontani dal capoluogo partenopeo. Showdesk è diventata una vera e propria residenza per gli artisti, un motore sociale che fa della progettazione il primo strumento di sviluppo e crescita culturale.

L’evento si è chiuso con il classico TechCocktail e l’invito a partecipare al prossimo NaStartup weekend e al prossimo NaStartupDay in programma a settembre, con quest’ultimo che avrà luogo nella sede del Club Nautico della Vela di Napoli, nel cuore del Borgo dei Marinari.
Mercoledì 10 Luglio 2019, 22:57
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