Covid, crescono i decessi in Italia: rosse come a La Spezia, si pensa a mini lockdown locali

Domenica 20 Settembre 2020 di Francesco Malfetano

Contagi in calo ma nuove zone rosse locali. Con l'autunno in vista e con tutte le incognite che questo porta con sé, la situazione Covid dell'Italia per il momento appare sotto controllo. Nonostante i trend registrino delle variazioni verso l'alto infatti, il sistema di monitoraggio attivo messo in piedi dal ministero della Salute e palazzo Chigi resta vigili e, anzi, è già pronto a reagire in caso di nuovi focolai disponendo immediatamente delle micro zone rosse. Lockdown localizzati che hanno il compito primario di spezzare la catena dei contagi, bloccando ogni possibilità di ulteriore trasmissione. Vale a dire che si replicherà quando sta sta accadendo in queste ore nel quartiere Umbertino di La Spezia - dove sotto accusa è finita la festa per la promozione in Serie A della squadra di calcio e all'interno di 4 centri per senza tetto a Palermo. Limitazioni circostanziate che, come chiarito a più riprese, in nessuno degli scenari che si è in grado di prospettare oggi finiranno con l'essere estese all'intera Penisola.
Piuttosto l'esecutivo non esclude si possa finire con il limitare la possibilità di incontrare altre persone, magari impostando un limite a 10 come già avviene in Francia oppure a 6 come invece accade in Regno Unito. Per il momento però si tratta solo di riflessioni e di opzioni che sono e restano sul tavolo qualora i numeri del Covid dovessero tornare a risalire.

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NUMERI
Intanto però, dopo la crescita significativa di venerdì con 1907 contagi, ai livelli di inizio maggio, tornano a calare i casi Covid in Italia. Ieri infatti si sono registrati solo 1638 nuovi malati (103 mila tamponi) ma, in controtendenza rispetto ai giorni passati, sono aumentati i decessi. Secondo il bollettino dell'Istituto superiore di sanità (Iss), quelli registrati sono infatti 24, dato più alto fin dal 7 luglio scorso, quando invece le vittime furono 30.
Cifre che, va ricordato, sono direttamente collegati all'impennata dei contagi di qualche settimana fa. In pratica, in questo momento, si sta facendo i conti con il balzo di fine agosto. Vale a dire quando, complici i contagi di rientro, dai circa 150 casi al giorno si è passati agli oltre mille. In questo modo il totale dei casi dall'inizio dell'epidemia sale a 296.569 (di cui 35.692 decessi). In crescita costante il numero dei guariti, 909 ieri (853 venerdì) per un totale di 217.716. Anche per questo rallenta la crescita del numero degli attualmente positivi (+704), diminuiscono i ricoveri ordinari (7 in meno, 2.380 in tutto) mentre le terapie intensive tornano a salire dopo il calo (7 in più, 215 totali). Crescono anche le persone in isolamento domiciliare che sono 40.566, 704 più di venerdì.
Impossibile quindi per ora abbassare la soglia dell'attenzione dato che, come sottolineato dalla stessa Iss venerdì, siamo di fronte ad un «lento e progressivo peggioramento dell'epidemia di SARS-Cov-2».

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ZONE ROSSE
In questo momento quindi, dato che i contagi d'importazione sono crollati, sostituiti nel ruolo di anelli della catena da quelli intra-familiari, l'importante è essere in grado di circoscrivere eventuali nuovi focolai. E sopratutto di farlo, con grande rapidità, anche in aree poco estese come un quartiere cittadino o un comprensorio di palazzi.
Il modello in tal senso è quello già applicato in Liguria, a La Spezia, dove nel quartiere Umbertino, che ospita la folta comunità dominicana locale, è stato imposto il divieto di assembramenti (con più di qualche polemica) a fronte degli oltre mille contagi registrati in città nelle ultime due settimane. Le istruzioni però, sono anche le stesse seguite dal governatore siciliano Nello Musumeci che ieri ha ufficialmente istituito quattro zone rosse all'interno delle strutture della Missione Speranza e Carità di Biagio Conte, nella città di Palermo dopo i 33 casi di positività accertati su 55 tamponi effettuati fra gli ospiti del centro, principalmente migranti e senzatetto.
 

 

 

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