Milano, uomo massacrato e lasciato per terra: arrestati due marocchini

Venerdì 9 Luglio 2021
In manette due marocchini con l'accusa di tentato omicidio

Massacrato, quasi ucciso, caricato nella sua macchina e gettato sotto casa sua. E' l'agghiacciante gesto compiuto da due cittadini marocchini 30enni, irregolari in Italia, che subito dopo aver compiuto l'atto sono scappati, credendo di non essere presi. Arrestati poco dopo a Milano dalla polizia, gravemente indiziati del tentato omicidio di un 36enne milanese avvenuto il 26 maggio scorso, nel quartiere di Ponte Lambro.

 

 

In base alla ricostruzione dei fatti da parte della squadra mobile, quella notte, guidata da Marco Calì, la violenza era esplosa verso le 2.00, all'angolo tra via Vittorini e via Serrati Menotti. Lì, l'uomo era stato pestato a sangue e colpito alla testa e al volto con il palo in ferro di un segnale stradale. Dopo l'aggressione, segnalata da alcuni residenti al 112, il 36enne era stato fatto salire su un Suv e lasciato sotto un palazzo di Cologno Monzese. 

 

Dal paese alle porte di Milano, mezz'ora dopo, era arrivata una richiesta d'aiuto da parte di un uomo perché il figlio, appena rientrato a casa, era gravemente ferito e perdeva molto sangue. La vittima era così stata trasportata al San Raffaele in prognosi riservata e in pericolo di vita, mentre gli investigatori - coordinati dai pm Andrea Fraioli e Laura Pedio - avevano iniziato tutti gli accertamenti, verificando che si trattava proprio della persona aggredita. 

Grazie alle telecamere di video sorveglianza, i poliziotti sono riusciti a ricostruire il percorso fatto dal Suv, accertando che si trattava di un'auto di proprietà del 36enne, poi ritrovata il 14 giugno a Pioltello. Gli agenti sono arrivati ai due 30enni, che nelle scorse ore sono stati trovati in un appartamento di Locate Triulzi e portati in carcere in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare.

Stando a quanto appurato dagli investigatori, la lite tra i tre uomini era nata per un credito che il 36enne vantava nei confronti dei due 30enni, motivo per loro valido per aggredirlo così violentemente. 

 

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