Covid, verso l'addio ai colori: resterà solo il rosso. Il rebus della scuola

Lunedì 24 Gennaio 2022 di Mauro Evangelisti
Covid, verso l'addio ai colori: resterà solo il rosso. Il rebus della scuola

ROMA Il cambio delle regole per gestire la pandemia si avvicina, solo per la scuola servirà più tempo. Già da domani si aspetta la svolta, visto che, salvo sorprese, alle 17 tornerà a riunirsi il tavolo tecnico, con i dirigenti del Ministero della Salute e i rappresentanti delle Regioni che hanno inviato una serie di richieste. Cosa succederà?

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Zona arancione da oggi in Piemonte, Sicilia, Abruzzo e Friuli. Sardegna e Puglia in giallo


SUPERAMENTO
Ormai il sistema dei colori appare superato. Lo dice spesso il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, lo sostengono diversi governatori (si sono già esposti Bonaccini dell’Emilia-Romagna, Marsilio dell’Abruzzo e Cirio del Piemonte ad esempio). Con l’applicazione dell’obbligo del Green pass - base o rafforzato - di fatto la distinzione tra giallo e arancione non esiste più. «Giusto cambiare» ripete il sottosegretario Costa. L’orientamento è quello di eliminare il macchinoso sistema dei colori, lasciando però l’ipotesi del rosso, che scatta quando l’occupazione dei posti di terapia intensiva è sopra il 30 per cento, in area medica al 40. Il rosso ha delle limitazioni molto severe, è una sorta di lockdwon, ma per fortuna con la frenata dei ricoveri non ci sono Regioni a rischio. Quel colore però sarà lasciato con la funzione di “freno di emergenza” qualora la situazione epidemiologica dovesse diventare drammatica (sperando che non succeda mai).


OSPEDALI
Un altro punto di incontro tra Ministero della Salute e Regioni è sul calcolo dei ricoveri: oggi una parte dei pazienti Covid è in ospedale per altre ragioni. Chi si rompe la gamba e viene ricoverato in ortopedia, magari risulta positivo al test antigenico, ma è asintomatico e non sarebbe mai entrato nel conto dei “ricoverati Covid” se non avesse avuto un incidente. Su questa difficile distinzione c’è stata dibattito anche in altri paesi, a partire dal Regno Unito. Gli esperti del Ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità sono pronti ad accettare questa distinzione, senza però abbandonare il calcolo totale dei positivi in ospedale. Un paziente ricoverato per altri motivi ma comunque contagiato, pone dei problemi organizzativi a un reparto.


CERTIFICAZIONE VERDE
Di certo saranno cambiate le regole sulla durata del Green pass per evitare che milioni di persone in primavera si trovino senza certificazione, a sei mesi dalla terza dose. Venerdì il Ministero della Salute potrebbe coinvolgere il Comitato tecnico scientifico, l’ipotesi più solida è di congelare la scadenza del Green pass per tutti coloro che hanno ricevuto il booster.


IN CLASSE
Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli-Venezia Giulia, aveva convocato per oggi la Conferenza delle Regioni che doveva precedere l’incontro con il Governo. All’ordine del giorno il decreto del 7 gennaio, ma la riunione è slittata. Si doveva parlare soprattutto di scuola. Le Regioni spingono per correggere le regole sulle quarantene e sulla Didattica a distanza. Ministero della Salute e dell’Istruzione sono al lavoro su dei correttivi. Lo schema ipotizzato punta a una semplificazione. Per il rientro a scuola di chi ha superato l’infezione, si vuole evitare la complicazione del certificato medico, rendendo sufficiente il test antigenico negativo. Inoltre, si punta ad armonizzare la durata delle quarantene che è maggiore per gli studenti rispetto agli altri cittadini: per i ragazzi vaccinati la proposta è di farla durare sette giorni e non dieci. Altra ipotesi: agli studenti vaccinati e asintomatici, in caso di positività in classe, sarà evitato il tampone, ma sarà chiesto di indossare per 10 giorni a lezione le mascherine Ffp2. Il governatore dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini: «A scuola bisognerebbe introdurre il fatto che anche i bambini e i ragazzi che sono vaccinati vengano privilegiati sulle quarantene esattamente come gli adulti». Infine, il Ministero dell’Istruzione sta realizzando un vademecum per le famiglie e una app per gli studenti, in modo ad aiutarli ad orientarsi. Ieri il commissario per l’emergenza, il generale Francesco Figliuolo, ha confermato: «C’è un tavolo tecnico che sta lavorando sulle regole della scuola, presto le famiglie avranno delle risposte».


INCONTRO
Uno dei nodi è quello della gestione dei casi positivi alle elementari. Ieri incontro tra Ministero dell’Istruzione e sindacati. Ha spiegato una nota Flc Cgil: «Bisogna rivedere le norme sulla rilevazione del T0 - T5, il cui fallimento è sotto gli occhi dello stesso ministero». Se c’è un positivo, è previsto il tampone (T0) per tutti gli alunni ma spesso non si riesce a garantire interventi tempestivi. «La sorveglianza con testing ha senso solo se viene assicurata la possibilità di effettuare il tampone con immediatezza e consentendo, in caso contrario, la possibilità di ricorrere direttamente alla dad per 10 giorni». Il Ministero però sta ipotizzando di ridurre a sette giorni il ricorso alla didattica a distanza.

Ultimo aggiornamento: 25 Gennaio, 14:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA