Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Cina, fallisce la politica "Covid zero": Shanghai in lockdown, nuove limitazioni in altre città

Venerdì 8 Aprile 2022 di Mauro Evangelisti
Cina, il fallimento della politica "Covid zero": Shanghai in lockdown, nuove limitazioni in altre città

Titola il South China Morning Post: «I casi sintomatici di Shanghai sono più che raddoppiati, sono 824, mentre la città batte il record di positivi per il settimo giorno con 21.222 contagi. Shanghai, il nuovo epicentro dell'ultimo focolaio di coronavirus in Cina, ha registrato oltre 131.000 casi dall'inizio della riacutizzazione il primo marzo».

Sui social sono condivisi video di persone disperate, costrette al lockdown nella megalopoli cinese (26milioni i cittadini coinvolti), che non possono assistere gli anziani rimasti soli o che sono stati costretti a chiudere le loro attività commerciali e stanno finendo i soldi. Ci sono difficoltà anche nelle consegne dei prodotti alimentari. Di notte, nel buio del cielo di Shanghai, volano dei droni che diffondono annunci con una suadente voce femminile che dicono: «Si prega di rispettare le restrizioni Covid. Controlla il desiderio di libertà della tua anima. Non aprire la finestra e non cantare». Un'immagine che neppure la realtà distopica descritta da un film di fantascienza avrebbe potuto confezionare.

Ma cosa sta succedendo in Cina? Dopo Wuhan, il paese ha applicato una massiccia campagna "Covid zero", sigillando i confini (si entra solo rispettando una lunga e meticolosa quarantena), dichiarando lockdwon locali e maxi test di massa ogni qual volta si sviluppa un mini focolaio. Così è stato ridotto il numero dei decessi in modo significativo, ma l'altra faccia della medaglia oggi vede una popolazione che in gran parte non ha mai avuto contatto con il virus, non ha immunità naturale. Quella suscitata dai vaccini non è così forte, perché sono stati usati quelli a vettore virale prodotti in Cina. Sono discretamente efficaci sul virus nella versione di Wuhan, meno sulle varie varianti che si sono succedute. Con la Omicron (e le sue varie sottovarianti) azzerare i contagi è impossibile a causa di una contagiosità straordinariamente elevata.

Per questo oggi in crisi non c'è solo Shanghai, con conseguenze anche sulla nostra economia perché si sta bloccando un porto importantissimo e dunque il trasporto delle merci in Europa.  Anche altre grandi città - in totale 23 per quasi 200 milioni di cittadini -  stanno mettendo in campo misure di emergenza, con limitazioni alla mobilità, test di massa ed enormi centri per la quarantena. Alcuni esempi: a Zhengzhou, nella provincia centrale di Henan, test per 12,6 milioni di residenti per reagire a una manciata di casi asintomatici; a Shizong negozi chiusi e trasporti fermi, vietato lasciare la città. Anche l'economia subisce contraccolpi, visto che si chiudono le fabbriche. Solo a Shanghai si  prevede una riduzione del Pil del 6 per cento.

Ultimo aggiornamento: 20:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA