Torre Annunziata. Pistola e droga nel locale «per colpa della crisi covid», condannato ristoratore

Durante il processo ha confessato e si è giustificato

Torre Annunziata. Pistola e droga nel locale «per colpa della crisi covid», condannato ristoratore
di Dario Sautto
Mercoledì 30 Novembre 2022, 07:00 - Ultimo agg. 1 Dicembre, 07:25
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Torre Annunziata. Sei chili di cocaina, una pistola carica e munizioni: ristoratore condannato a sei anni e mezzo di carcere. Durante il processo ha confessato e si è giustificato: «Purtroppo, a causa del covid mi sono trovato in difficoltà economiche e ho accettato di custodire armi e droga per soldi». Si è chiuso ieri pomeriggio il processo di primo grado per Alfonso Contieri, ristoratore di Torre Annunziata, finito in carcere lo scorso aprile nell'ambito del blitz condotto dai carabinieri della compagnia di Torre Annunziata e dai finanzieri del Gruppo Operativo Antidroga della Guardia di Finanza di Napoli. Durante la perquisizione all’interno del ristorante pizzeria «L'Incrocio», l'imprenditore fu trovato in possesso di 6,6 chilogrammi circa di cocaina, una pistola calibro 9x21 con matricola punzonata e completa di caricatore con 10 cartucce, e altre 61 cartucce, di cui 38 a salve. Nel frattempo, il locale di via Vittorio Veneto, a due passi dagli scavi di Oplonti, è stato chiuso dai familiari.

Ieri, assistito dagli avvocati Ciro Ottobre e Antonio de Martino, Contieri ha affrontato il processo con rito abbreviato dinanzi al gup Antonio Fiorentino. Al termine della sua requisitoria, il pm Emilio Prisco ha chiesto la condanna a dieci anni di carcere per Contieri, ma i suoi difensori hanno chiesto e ottenuto il riconoscimento delle attenuanti generiche poiché incensurato. 

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