Decumani, boom di turisti tra i rifiuti: i ristoratori si scoprono netturbini

Domenica 21 Aprile 2019 di Paolo Barbuto
Anche se sono solo le dieci del mattino il turista è già stanco, ha camminato a lungo per raggiungere il cuore della città: piazza San Gaetano, punto centrale dei Decumani, il luogo dove ogni visitatore passa per raggiungere le meraviglie del centro storico. La foto di questo momento la vedete al centro fra quelle in alto: l'uomo riposa su un blocco di cemento, a dieci centimetri da un cumulo di immondizia.

Via Anticaglia, undici e dieci del mattino: un gruppetto di turisti spagnoli svolta da via Duomo e s'infila nel vicolo, fa lo slalom davanti a un cantiere stradale abbandonato poi s'appiattisce a un muro per far passare uno scooter che strombazza e passa a tutta velocità, infine si ferma dinanzi a una montagna di spazzatura che cresce sotto al primo arco. Una donna del gruppo scatta una foto con la monnezza in primo piano e i resti del teatro romano sullo sfondo, la riguarda sullo schermo della Nikon e la mostra ai compagni di viaggio, borbottano qualcosa che ha il sentore dell'offesa e del disgusto, poi proseguono ridacchiando.
 
Via dei Tribunali, mezzogiorno è passato da poco. I ragazzi si accasciano sullo scalino dei portici, ridono e progettano il resto della visita a Napoli, qualcuno ha in mano una pizza e la divora con gusto. Nemmeno si accorgono d'essere «accerchiati» dalla spazzatura, alla loro destra c'è un gigantesco sacchetto nero poggiato sopra al contenitore dell'umido, a sinistra un'esplosione di cartoni, sacchetti, resti di cibo che crea una montagnella putrescente. La ragazza con la testa mezza bionda e mezza nera guarda verso l'obiettivo della fotografa con un sorriso disarmante e inconsapevole: è felice perché mangia la pizza, non si accorge della puzza, per fortuna.

Ci siamo inoltrati fra i Decumani dopo aver raccolto un «sos» accorato: «Venite a vedere cosa succede, siamo costretti a spazzarci le strade da soli», dall'altro capo del telefono Enzo Albertini, patron di Napoli Sotterranea e gestore della pizzeria Sorelle Bandiera. Onestamente pensavamo al solito allarme lanciato per chiedere visibilità, arrivati nel centro storico abbiamo dovuto fare ammenda, non credevamo che il degrado, nei giorni dell'assalto turistico, potesse essere tanto diffuso.

Così abbiamo assistito di persona a uno dei tanti momenti di pulizia fai da te realizzata dai dipendenti della pizzeria che escono dal locale per provare a tenere pulita la strada dove passano i turisti. A dire la verità operazioni analoghe le compiono anche i ragazzi della Napoli Sotterranea e, pian piano, si stanno accodando tanti negozianti dei decumani, perché «la città sporca non è un biglietto da visita accettabile», spiega con tristezza Albertini.

Se lo spazzamento delle strade è abbordabile anche dai privati, la raccolta dei cumuli è impossibile: «Proviamo a chiedere interventi dell'Asìa. Ci spiegano che il passaggio quotidiano degli addetti è garantito ma è difficile stare dietro agli incivili che lasciano per strada qualunque cosa a qualunque ora. I turisti, però, ci sono sempre e noi proviamo vergogna: perché non prevedere una raccolta extra almeno nei giorni di afflusso turistico? Basta solo quello, a pulire le strade ci pensiamo noi...». © RIPRODUZIONE RISERVATA