Napoli, la polemica: «Cancellare la strada intitolata al fascista Alfredo Rocco»

Giovedì 14 Gennaio 2021 di Giuliana Covella

Bagarre su via Alfredo Rocco, la strada “fascista” dell’Arenella: le associazioni ambientaliste chiedono al Comune di cambiare il toponimo intitolato al giurista che scrisse il Codice penale che porta il suo nome. Un'offesa alle vittime del regime di Mussolini. Così viene giudicata quella strada. E a scendere in campo per cancellare la memoria di quella pagina buia della storia italiana è Alberto Patruno, segretario di Assoimpredia (Associazione Nazionale Imprese di Difesa e Tutela Ambientale), che ha inviato la richiesta all’assessore comunale alla toponomastica Alessandra Clemente. «Per la città Medaglia d'oro della Resistenza - spiega Patruno, che ha scritto anche alla sezione napoletana dell’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) - resta una macchia quella strada dell'Arenella, dalla cui collina partì l'insurrezione delle Quattro Giornate, intitolata al guardasigilli di Mussolini, autore di leggi liberticide». Via Alfredo Rocco, traversa tra via Montedonzelli e via Domenico Fontana, porta il nome del giurista, politico e accademico napoletano, alla cui figura è legato il Codice penale da lui varato e tuttora in vigore, nonché del Codice di procedura penale, rimasto in vigore dal 1930 fino al 1988. Nella lettera all’assessore Clemente, di cui riconosce «l’impegno di contrasto ad ogni illegalità, attività antidemocratica e il solo ricordo di un momento oscuro come il fascismo e nazismo», Patruno chiede di «attivare tutte le procedure per rimuovere e cambiare la toponomastica di via Rocco». Una richiesta che, come precisa ancora il segretario di Assoimpredia, viene sollevata da un amico e cittadino dell’Arenella, Mauro Staiano che scrive e documenta la citazione di un libro: “Rocco Alfredo, napoletano, antidemocratico, imperialista, professore universitario. Leader del movimento nazionalista, ne ha favorito la copula con il fascismo. Giurista eccellente, ministro guardasigilli, a lui Mussolini affida la redazione delle leggi liberticide, l’organico smantellamento dello Stato liberale” (da "M. L'uomo della provvidenza (Il romanzo di Mussolini Vol. 2)” di Antonio Scurati)”. «Credo che alla luce di quanto evidenziato non possa che essere valutato con celerità e giusto motivo la procedura di cambio e rimozione della toponomastica!, conclude Patruno.

 

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